Federico è un bambino pieno di vita e di risorse, nonostante un’infanzia trascorsa nel più totale degrado, fatta di umiliazioni, violenze e nessuna considerazione umana. A soli dodici anni decide coraggiosamente di abbandonare la sua casa-prigione, i suoi genitori biologici, di scappare da quelle persone “che avevano sequestrato i suoi sogni e li avevano gettati in pasto ai porci”. Lascia la sua città e prende un treno diretto in Toscana, nella splendida Val d’Orcia, alla ricerca di uno zio mai conosciuto che possa prendersi cura di lui. Ha così inizio la sua avventura, piena di incontri e di affetti veri, di solitudini e dolori silenziosi, ma anche di duro lavoro e di soddisfazioni. Conosce la Famiglia in persone e posti inaspettati, l’amore incondizionato, il dono della Natura. Mette in gioco ogni lato di se stesso, unendo il timore al coraggio senza mai arrendersi. Scopre un mondo, una dimensione parallela completamente sconosciuta prima. Capisce “che non poter vedere può essere un dono, come imparare a parlare o a camminare in età adulta”. E impara a parlare, ad ascoltare, a vedere con le sue mani.
L’AUTORE – Marco Pennati (Gorgonzola, 1974), di professione bancario e appassionato di fotografia artistica, sposato con due figli, è alla sua prima prova letteraria.

