Neanche il Natale è servito a ridare smalto all’immagine appannata della Barbie. La bambola più amata di sempre sta mostrando le prime rughe: durante le feste ha accusato un calo delle vendite del 6%. Un dato preoccupante, che allunga la serie nera: per il quinto trimestre consecutivo, la casa madre di Barbie (la Mattel) ha registrato un contrazione del fatturato. E così il ceo Bryan Stockton ha rassegnato le sue dimissioni. L’interim è stato assunto Christopher Sinclair, membro del consiglio di amministrazione e in passato già alla guida di un altro colosso come Pepsi. “Lavoreremo nei prossimi mesi – ha affermato in neo amministratore delegato – per rivitalizzare il business e identificare i punti forti sul quale Mattel dovrà puntare in futuro per crescere”. Parole sinistre per Barbie.
Il giro d’affari resta importante (2 miliardi di dollari) e il marchio è pur sempre il primo produttore di giocattoli al mondo. Ma il suo prodotto più famoso soffre la concorrenza delle più giovani, le app. Le cattive notizie non sono finite: Mattel ha perso il remunerativo contratto per il merchandising dell’eroina Disney Frozen, che sarà commercializzata da Hasbro.

