Checco Zalone e il messaggio nascosto di Buen Camino: a chi parla davvero il film - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:32

Checco Zalone e il messaggio nascosto di Buen Camino: a chi parla davvero il film

La commedia diventa una riflessione sul lavoro, sul successo e sul bisogno di senso per chi vive tra Roma e Milano

C’è molto più di una semplice risata dietro Buen Camino, l’ultimo film di Checco Zalone, tornato a lavorare con il regista Gennaro Nunziante. La storia raccontata sullo schermo sembra rivolgersi in modo diretto a una platea ben precisa: chi vive nelle grandi città italiane, in particolare tra Roma e Milano, dove lavoro, ambizione e successo sembrano non lasciare mai spazio al respiro.

Nel film, il “cammino” non è soltanto un viaggio fisico, ma una vera e propria fuga mentale. Un modo per mettere in crisi abitudini, comfort zone e quella cultura della performance che spinge a correre sempre, a produrre di più, a misurarsi costantemente con gli altri.

Per Milano, Buen Camino suona come una provocazione alla logica del rendimento a tutti i costi: il successo non basta più se manca il senso. A Roma, invece, la riflessione si carica di sfumature simboliche: in una città intrisa di storia e spiritualità, Zalone sembra chiedere se sia ancora possibile ritagliarsi uno spazio autentico dentro il caos quotidiano.

Tra gag e battute, il film nasconde così il suo messaggio più forte: non serve davvero scappare per cambiare vita, a volte basta provare a guardarla da un’altra prospettiva.