Maurizio Crozza torna nei panni di Giorgia Meloni e trasforma la “longevità” del governo in una parodia surreale, tra rivalità interne, normalità ostentata e nostalgia del lockdown. Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, il comico genovese prende di mira la narrazione di un esecutivo stabile, destinato — almeno nella versione satirica — a diventare il più duraturo della storia repubblicana.
La gag si apre con la premier-Crozza intenta a difendersi dalle battute sulla “famiglia Addams” e a rivendicare la propria semplicità: “Io sabato faccio la spesa al supermercato come la gente normale”. Ma la normalità, nella ricostruzione comica, diventa subito una scena blindata: Digos due giorni prima, cani, assaggiatori che aprono le scatolette, polizia, scorta, elicotteri e cittadini dietro le transenne che gridano “Giorgia tieni duro”.
Il cuore del pezzo è però il tema del governo “longevo”. Crozza-Meloni rivendica il primato quasi raggiunto: “Il secondo governo più longevo della storia della Repubblica. Fra quattro mesi saremo il primo”. Ma l’interlocutore le fa notare le tensioni interne tra ministri e alleati. La risposta è una delle battute più efficaci dello sketch: “È peggio del Trono di Spade, si odiano tutti”.
La satira insiste sulle rivalità interne alla maggioranza, sui retroscena televisivi e sulle letture politiche mostrate nei talk show. Crozza cita anche diMartedì e Giovanni Floris, trasformando le analisi dei rapporti tra ministri, partiti e famiglie politiche in una specie di mappa sentimentale dell’odio reciproco.
Poi arriva la parte più grottesca: la nostalgia del lockdown. La Meloni interpretata da Crozza sogna un nuovo periodo di chiusure, con tutti a casa, il lievito madre, gli annunci solenni in tv e l’Europa pronta a concedere risorse. Una fantasia paradossale che culmina nell’idea di un governo destinato a durare “un ventennio”. Il bersaglio non è solo la premier, ma anche la tentazione politica di confondere la stabilità con l’immobilità, la durata con il risultato.
Come spesso accade in Fratelli di Crozza, la caricatura non si limita all’imitazione vocale o fisica, ma costruisce un piccolo racconto satirico sul momento politico: un governo che si presenta come solido, ma viene raccontato come attraversato da tensioni, personalismi e rivalità interne. E Crozza, ancora una volta, usa l’assurdo per rendere riconoscibile una critica molto concreta.
