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Fabrizio Romano nella bufera, i social: “Fa propaganda per l’Arabia Saudita”. Che cos’è successo

Nel video il giornalista illustra alcune delle iniziative portate avanti dall’organizzazione saudita, ma il messaggio passato non è piaciuto al popolo del web

Fabrizio Romano nella bufera, i social: “Fa propaganda per l’Arabia Saudita”. Che cos’è successo

Un video pubblicato sui social da Fabrizio Romano, noto giornalista ed esperto di calciomercato, ha acceso il dibattito online. Nel contenuto condiviso sui suoi profili, Romano parla del ruolo internazionale svolto dall’Arabia Saudita nel campo degli aiuti umanitari, soffermandosi in particolare sulle attività del King Salman Humanitarian Aid and Relief Centre (KSRelief).

Nel video il giornalista illustra alcune delle iniziative portate avanti dall’organizzazione saudita. Tra queste cita la presenza di centri di soccorso attivi in tredici Paesi, tra cui lo Yemen, oltre a diversi programmi sanitari dedicati alla cura e alla prevenzione delle malattie. Romano menziona anche progetti rivolti ai bambini, come gli interventi per l’impianto cocleare, e programmi di riabilitazione destinati alle persone colpite da conflitti armati. Tra le attività ricordate compaiono inoltre interventi legati alla distribuzione di acqua potabile.

Come accennato, il video ha però scatenato numerose critiche sui social. Diversi utenti hanno interpretato il contenuto come un esempio di sportswashing, ossia una strategia attraverso la quale alcuni Paesi cercherebbero di migliorare la propria immagine internazionale sfruttando la popolarità dello sport e delle figure che lo raccontano. Secondo questi commentatori, il riferimento è alle controversie che negli anni hanno coinvolto l’Arabia Saudita sul tema dei diritti umani e al suo coinvolgimento in vari scenari di guerra, incluso il conflitto nello Yemen.

Proprio per questo Romano è diventato il bersaglio di molte accuse, con alcuni utenti che mettono in dubbio la sua indipendenza giornalistica e, di conseguenza, la sua credibilità. Non sono però mancate anche prese di posizione a sua difesa: diversi commentatori hanno sottolineato come il giornalista si sia limitato a ricordare alcune iniziative umanitarie portate avanti dal KSRelief.