Con una media finale pari a 9.804.000 telespettatori ed il 62,48% di share si è chiuso sabato notte il Festival di Sanremo numero 76. Il quinto e per ora ultimo Festival diretto e condotto da Carlo Conti si piazza al quarto posto in termini di share fra le ultime 12 edizioni, partendo proprio dalla prima di Carlo del 2015 e al decimo posto per valori assoluti, ma su questi dati va presa in considerazione la diversa misurazione Auditel introdotta con la total audience a fine 2024.
Carlo Conti dunque non è riuscito a battere se stesso. Lo scorso anno l’edizione ottenne una media del 66,79% di share con il record di 12.085.000 telespettatori, ma andando in onda due settimane prima (con una platea totale maggiore) e senza la Ruota della fortuna, che quest’anno ha fatto quasi il doppio degli ascolti di Striscia la notizia nella settimana sanremese.
Ma al netto di queste considerazioni squisitamente numeriche, va dato atto a Conti di essere riuscito a confezionare un Festival nato, secondo indiscrezioni, non senza difficoltà. Si sussurra infatti di un iniziale malcontento di alcune case discografiche che insoddisfatte dei rimborsi spese troppo bassi a loro assegnati, non avrebbero concesso i loro artisti di primo piano, che avendo un team al seguito più numeroso, hanno costi più alti. In molti immaginavano che senza di essi ci sarebbe stato un calo significativo dell’appeal del Festival. Cosi invece non è stato, almeno non a livelli di allarme rosso. Va anche detto però che alle case discografiche sarebbero stati concessi quest’anno, sempre secondo indiscrezioni, rimborsi più alti rispetto al passato, ma probabilmente meno congrui di quanto si aspettassero.
Senza i nomi più forti della musica leggera nazionale, il Festival 2026 avrebbe perso quindi interesse, costringendo l’organizzazione del prossimo anno a concedere loro rimborsi più corposi per avere nel primo Festival made in Stefano De Martino nomi più altisonanti con i relativi team al seguito. Queste sono le indiscrezioni che circolano nell’ambiente discografico e solo di indiscrezioni si tratta.
In un contesto di questo tipo quindi va dato atto a Carlo Conti di essere riuscito a confezionare un Festival dignitoso e che ha comunque, come abbiamo visto dati alla mano, ottenuto il quarto posto in termini di share fra le ultime dieci edizioni. Tutto questo addossandosi sempre tutte le responsabilità ed arrivando persino a presentare, lui stesso, cosa non da tutti, dal palco (o giù di li) della finale del suo per ora ultimo Festival, il suo successore, Stefano De Martino, prima volta nella storia del Festival. Un De Martino dunque che prima ancora di pensare alla confezione delle cinque serate del prossimo febbraio su Rai1, dovrà dimostrare, con o senza aiuti, di saperci fare con le case discografiche.

