Paolo Sarullo ha 25 anni e una storia che ha commosso il pubblico del Festival di Festival di Sanremo. La sua vita è cambiata la notte del 19 maggio 2024 ad Albenga, quando fu aggredito da un gruppo di coetanei per un monopattino: un pugno, la caduta, il trauma cranico gravissimo. Oggi Paolo è su una sedia a rotelle, ma il suo messaggio contro la violenza giovanile è più forte che mai.
Durante una puntata di Storie Italiane, la conduttrice Eleonora Daniele ha lanciato un appello pubblico: aiutare Paolo a realizzare un sogno, incontrare Papa Leone.
Il perdono che ha colpito l’Ariston
Collegato durante il Festival, Paolo ha risposto con una parola che ha spiazzato tutti: perdono.
«Bisogna andare avanti», ha detto. Una scelta che, come ha sottolineato la Daniele, è prima di tutto “un regalo che si è fatto a sé stesso”.
Il suo percorso riabilitativo continua, con miglioramenti importanti grazie al lavoro di medici e terapisti. Ma la battaglia non è solo personale: il 25 marzo la famiglia porterà la sua storia in Parlamento per parlare di violenza giovanile e responsabilità.
Il sogno: incontrare il Papa
Durante il coma, Paolo racconta di aver sognato Papa Leone. Da qui il desiderio di incontrarlo. La madre, davanti alle telecamere, ha rivolto un appello diretto:
«Papa Leone, se ci ascolta, aiuti Paolo».
Eleonora Daniele ha raccolto l’invito anche attraverso Affaritaliani:
«Facciamo la nostra parte. Aiutiamolo».
Il nodo giustizia
Gli aggressori sono stati identificati e condannati, ma resta il tema del risarcimento: due milioni di euro stabiliti dal tribunale, difficili da ottenere perché i responsabili risultano nullatenenti. E soprattutto pesa l’assenza di un gesto di scuse verso Paolo.
Un simbolo contro la violenza
Dal palco dell’Ariston ai messaggi di solidarietà di artisti e pubblico, Paolo è diventato un simbolo. Non per compassione, ma per la forza con cui trasforma il dolore in testimonianza.
Ora la domanda è una sola:
Papa Leone accoglierà l’appello?
