Quotidiani in crisi, milioni di vendite in meno. Tutti i numeri
Nel 2025 si conferma la dinamica negativa dei quotidiani, che ”riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti”. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle comunicazioni di AGCOM che, prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 430 milioni di unità (circa 1,6 milioni di copie medie giornaliere nei dodici mesi del 2025), segnala una flessione su base annua dell’8,1% e del 30,6% rispetto ai dodici mesi del 2021.
I quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto ai quotidiani locali (-7,4% vs -9,0%); anche ampliando il confronto al 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 29,5% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,0%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 363 milioni (1,1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 9,1% (risultavano 399 milioni nel 2024) e del 32,6% rispetto al 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 538 milioni.
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale, che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2025 con l’anno precedente del 2% e del 16,9%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (dodici mesi del 2021).
L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nel 2025, Cairo/Rcs quale principale player sul mercato (19,4% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da Gedi con l’11,9% (il dato comprende La Repubblica e La Stampa, da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,3% e il 7,3%.
Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 5,1% (in crescita rispetto al 2024), seguito da Il Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da Nord-est Multimedia che (tenuto conto delle seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4,6%; da Roberto Amodei con il 4,3% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci con il 4% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo Sae con il 3,8% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena, La provincia Pavese).

