Rocco Siffredi passa al contrattacco, dopo i servizi de Le Iene e le testimonianze di alcune attrici che hanno lavorato con lui e che accusano il pornoattore di violenze e abusi sul set, Siffredi sporge querela. L’ipotesi di diffamazione è al centro del fascicolo del pm e vede sedici indagati: due autori del programma Le Iene e quattordici attrici. Il 4 febbraio la procura, con un “ordine di esibizione”, – riporta La Repubblica – ha chiesto al programma copia delle registrazioni delle puntate andate in onda tra il 15 aprile 2025 e il 25 gennaio 2026. L’accusa per gli indagati è quella di “aver offeso l’onore e la reputazione» della “persona offesa” Rocco Siffredi appunto.
Siffredi e la legale hanno depositato la querela la scorsa estate, con integrazioni fino a gennaio. “Una campagna studiata a tavolino per gettare fango su di me“, confida lui. Dicendo di aver patito dal punto di vista personale e professionale. Per questo ha denunciato venti persone, di cui diciotto con nome e cognome. Ha depositato un hard disk con 500 giga di documenti, i video integrali dei film, le videoliberatorie che le attrici devono “firmare” prima e dopo le scene, documento alla mano davanti alla telecamera, mentre confermano che non sono state costrette in alcun modo.

