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Sanremo 2026, Can Yaman: “Non canterò mai, solo se mi pagano bene e se mi preparo per 5 mesi, così come ho fatto con Sandokan”

L’attore scherza sul palco dell’Ariston: nessuna improvvisazione, solo lavoro serio (e cachet adeguato)

Sanremo 2026, Can Yaman: “Non canterò mai, solo se mi pagano bene e se mi preparo per 5 mesi, così come ho fatto con Sandokan”
Carlo Conti e Cam Yaman

Niente illusioni: Can Yaman a Festival di Sanremo 2026 mette subito le cose in chiaro.
Cantare? Solo a condizioni molto precise.

«Non canterò mai sul palco», dice sorridendo. Poi però apre uno spiraglio, rigorosamente ironico: «Solo se mi pagano bene. E solo se mi preparo per cinque mesi, come ho fatto con Sandokan».

Yaman racconta di essere un grande ascoltatore di musica, senza limiti di genere, con una predilezione per le canzoni che “fanno soffrire”. Confessa anche un debole per i classici italiani: «Ascoltavo tantissimo Claudio Baglioni, Piccolo grande amore, soprattutto quando sono arrivato in Italia».

Ma quando si parla di performance dal vivo, l’attore non accetta scorciatoie: «Non faccio improvvisazione. Se dovessi cantare per un ruolo, allora sì. Ma solo preparandomi seriamente, isolandomi, lavorando solo su quello».

E la battuta che fa ridere la sala stampa: «Mi devono pagare anche per la figuraccia».

Messaggio chiaro: Sanremo sì, canto no. A meno che non diventi un lavoro vero, lungo e (molto) ben retribuito.