ELETTRA LAMBORGHINI CON LAS KETCHUP, “Aserejè”: VOTO 6
“Vorrei che questa canzone non finisse mai”, ha vociferato il collega accanto di postazione – all’Ariston Roof (la casa dei giornalisti) – mentre Elettra esplodeva nell’esibizione con Las Ketchup. Gioia pura, forse anche un po’ di nostalgia anni Duemila, ma uno spettacolo poco degno di Sanremo.
EDDIE BROCKCON FABRIZIO MORO, “Portami via”: VOTO 5
Il brano è amato ed emozionante, tanto quanto Fabrizio Moro, che però non è riuscito a trasmettere in termini di pathos quello che ci si aspettava, penalizzando di fatto Eddie e il suo stesso brano. Delusione.
MARA SATTEI CON MECNA, “L’Ultimo Bacio”: VOTO 6
Una rivisitazione dal sapore contemporaneo, una contaminazione rap che ci ha regalato una nuova lettura di questo pezzo iconico. Buono, sì, ma non abbastanza convincente.
PATTY PRAVO CON TIMOFEJ ANDRIJASHENKO, “Ti lascio una canzone”: VOTO 8
La Divina non delude mai. Patty Pravo ha reso omaggio a Gino Paoli, facendosi accompagnare dal talento del danzatore lettone, primo ballerino alla Scala di Milano dal 2018.
LEVANTE CON GAIA, “I maschi”: VOTO 7.5
Affiatate, energiche, grintose nel brano di Gianna Nannini. Levante e Gaia hanno acceso il palco e hanno guadagnato l’applauso dell’Ariston (e della sala stampa), soprattutto con il bacio saffico finale, non immortalato (per caso o per volontà) dalla regia.
MALIKA AYANE CON CLAUDIO SANTAMARIA, “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: VOTO 8
Romantici, Malika e Claudio, in una versione distinta e distante dall’originale e inimitabile Mina. La coppia inedita, cantante e attore, ci è comunque piaciuta.
BAMBOLE DI PEZZA CON CRISTINA D’AVENA, “Occhi di gatto”: VOTO 9
Effetto saudade. Chi non ha mai visto il cartoon “Occhi di gatto”, con una sigla rimasta alla storia? Divertenti. Brave. Vulcaniche, in questa cifra rock della storica sigla che ha vinto!
DARGEN D’AMICO CON PUPO E FABRIZIO BOSSO “Su di noi”, VOTO 10
Interpretazione interessante e originale, in una versione che affonda le radici nel classico di Pupo – che festeggia i cinquant’anni di carriera – per raggiungere orizzonti nuovi e inesplorati. Veramente un gran bel pezzo, che ha conquistato il pubblico.
TOMMASO PARADISO CON STADIO, “L’ultima luna”: VOTO 9
Esibizione attesissima che ha lasciato tutti soddisfatti. Grande la performance di Tommaso Paradiso e Gaetano Curreri nel nome di Lucio Dalla. Un bel ritorno per la band che, proprio a Sanremo, dieci anni fa, vinse con il pezzo “Un giorno mi dirai”.
MICHELE BRAVI CON FIORELLA MANNOIA, “Domani è un altro giorno”: VOTO 9
La grande bellezza in questa esibizione, con la regina, Fiorella Mannoia, che ha accompagnato Michele Bravi in “Domani è un altro giorno”. “Fiorella mi ha fatto un grande regalo”, ha detto il cantante. E il regalo l’hanno fatto anche a noi, con il ricordo di Ornella Vanoni.
TREDICI PIETRO CON GALEFFI, FUDASCA & BAND, “Vita”: VOTO 10
Sorpresa papà Gianni di grande effetto. Padre e figlio sul palco più importante della storia della musica italiana. Incontro tra generazioni, incontro tra talenti. “Cantare insieme a lui? Ero tesissimo”, ha detto il grande Gianni Morandi. Chapeau.
MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE CON BRUNORI SAS, “Il mondo”: VOTO 6
Interessante, ma non memorabile. Mancava il collante fra i tre. Sufficienza.
FULMINACCI CON FRANCESCA FAGNANI, “Parole, parole”: VOTO 8
Simpatia e sdrammatizzazione allo stato puro. Parole, parole, parole, ma anche tanto divertimento in questa esibizione, che premiamo per la simpatia e per i riferimenti voluti.
LDA & AKA 7EVEN CON TULLIO DE PISCOPO, “Andamento lento”: VOTO 9
Sprint e musicalità! Grande abbinamento. Arrangiamento superlativo. Applausi e standing ovation.
RAF CON THE KOLORS, “The riddle”: VOTO 6
Forse ci aspettavamo qualcosa in più da questo brano cult degli anni Ottanta. La figlia di Raf tra i ballerini, un’altra bella sorpresa. È il Sanremo che celebra l’incontro tra padri e figli.
J-AX CON LIGERA COUNTY FAM, “E la vita, la vita”: VOTO 7
Goliardici, un momento di festa con una cover “non impegnata” e una formazione d’eccezione che racconta la “Milano storica”. Promossi. 7 per la simpatia.
DITONELLAPIAGA CON TONYPITONY, “The lady is a tramp”: VOTO 10
Animali da palcoscenico. Intonazione, esibizione, stile. Tutto. Bravissimi e scenici. Tony Pitoty ha stregato l’Ariston, con una coreografia pop e dinamica. Ritmo travolgente e vulcanico. Ragion per cui si sono guadagnati la vittoria della serata cover.
ENRICO NIGIOTTI CON ALFA, “En e Xanax”: VOTO 6
L’omaggio di Nigiotti a Samuele Bersani con un pezzo simbolo del suo repertorio, interpretato insieme ad Alfa. Performance tecnicamente puntuale. Poco trasporto.
SERENA BRANCALE CON GREGORY PORTER E DELIA, “Besame mucho”: VOTO 9
Esplosione di voci ed emozioni. Grande Serena Brancale, in una performance straordinaria. Livello altissimo. Una gara a parte.
SAYF CON ALEX BRITTI E MARIO BIONDI, “Hit the road Jack”: VOTO 9
Uno show musicale che ha riscaldato platea e i banchi dei giornalisti. Lo spettacolo live con due mostri sacri della musica, Mario Biondi e Alex Britti, è stato vincente.
FRANCESCO RENGA CON GIUSY FERRERI, “Ragazzo solo, ragazza sola”: VOTO 6
L’omaggio a David Bowie in versione italiana del capolavoro “Space Oddity”, a dieci anni dalla scomparsa del Duca Bianco, ci è piaciuto, ma senza troppa esaltazione. Sufficiente.
ARISA CON IL CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA, “Quello che le donne non dicono”: VOTO 9
Versione romantica e fiabesca del pezzo con cui Fiorella Mannoia vinse, proprio al Festival di Sanremo, il premio della critica. Grande emozione, esibizione esemplare.
SAMURAY JAY CON BELEN RODRIGUEZ E ROY PACI, “Baila Morena”: VOTO 7
Sensualità latina con Belén, al ritmo della maestria di Roy Paci. Samuray Jay ha messo in scena uno show scenografico, a tratti confuso, dove forse la musica è passata un po’ in secondo piano. Voto 6.5
SAL DA VINCI CON MICHELE ZARRILLO, “Cinque giorni”: VOTO 7
Brano sanremsese molto amato e che tocca per tanti le corde profonde della nostalgia. La coppia ha funzionato, pur nelle differenze stilistiche, ma nulla a che vedere con l’energia del brano che da giorni impazza per le strade e nelle radio.
FEDEZ & MASINI CON HAUSER, “Meravigliosa creatura”: VOTO 8
Maestria, nella versione del grande classico della Nannini, interpretato da Fedez e Masini, pure con grande trasporto. Importante il messaggio sotteso nella voce di Domitilla D’Amico. Ma non dà nulla in più rispetto al brano in gara.
ERMAL META CON DARDUST, “Golden hour”: VOTO 9
Straordinario, Ermal Meta, in questa ballata canora che ha esaltato le sue doti vocali, abbinato a un vero numero uno, Dardust. Sonorità di altissimo livello.
NAYT CON JOAN THIELE, “La canzone dell’amore perduto”: VOTO 5
Nessuna sorpresa, esibizione monotona. Una performance non degna di nota. Insufficiente.
LUCHE’ CON GIANLUCA GRIGNANI, “Falco a metà”: VOTO 6
Altro brano iconico, riletto da Luchè. Nella sua versione rap. Poco coivolgimento, rispetto alle aspettative. Sufficiente.
CHIELLO CON SAVERIO CIGARINI, “Mi sono innamorato di te”: VOTO 4
Tentativo “originalità” abbastanza fallito. Chiello delude le aspettative, non esaltando il brano del grande Luigi Tenco.
LEO GASSMANN CON AIELLO, “Era già tutto previsto”: VOTO 8
Complicità vocale e personale sul palco, tra Gassmann e Aiello, che hanno valorizzato il capolavoro di Riccardo Cocciante. Grande sintonia ed energia. Forse, però, ci sarebbe voluto essere papà Alessandro, che ha affidato ai social un messaggio di dissenso. Sanremo, due pesi e due misure, ha commentato l’attore, a margine dell’esibizione di Tredicipietro e di papà Gianni Morandi.

