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Social e IA, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti su Rai Radio1: “Servono regole ferree e sanzioni esemplari, ma la tecnologia va cavalcata”

Dallo Spid alla democrazia digitale fino ai rischi dei deepfake: il direttore spiega perché l’informazione deve trovare un nuovo equilibrio tra generazioni

Social e IA, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti su Rai Radio1: “Servono regole ferree e sanzioni esemplari, ma la tecnologia va cavalcata”
Marco Scotti

Media e nuove generazioni, Marco Scotti: “Cambio di paradigma inevitabile: l’informazione deve saper cavalcare i nuovi linguaggi”

“Viviamo in una società che tende, al tempo stesso, a deresponsabilizzare tutti e ad addebitare responsabilità specifiche ai social, come se fossero entità capaci di decidere e non degli strumenti che devono essere utilizzati correttamente sotto la guida dei genitori”. Interviene così Marco Scotti, direttore di Affaritaliani — il primo quotidiano digitale italiano fondato nel 1996 — ospite di Igorà – La piazza social, il programma di Rai Radio1 condotto da Igor Righetti.

Commentando la scarsa educazione digitale e l’uso dello smartphone come “ciuccio elettronico”, Scotti chiarisce: “Il problema non è tanto che i bambini di 5 o 6 anni abbiano a disposizione uno smartphone, ma è l’utilizzo che ne fanno. Esistono i blocchi parentali, la possibilità di impostare un limite c’è dappertutto. Il punto è che i genitori non possono mai abdicare al loro ruolo di controllo, di supervisione e di verifica”.

Sulla questione del voto elettronico, guardando al modello Estonia, il direttore si dice favorevole a una sperimentazione: “Secondo me prima o poi deve iniziare per forza. Pensa al bellissimo esperimento della carta d’identità elettronica o dello Spid: piattaforme che hanno rivoluzionato la vita delle persone, anche di quelle più anziane. Il voto è una cosa serissima e sacra, ma gli strumenti digitali potrebbero essere un bellissimo modo per incentivare la partecipazione e riportare alle urne quel 50% di aventi diritto che oggi spesso non vota”.

L’intervento si sposta poi sui rischi dell’intelligenza artificiale e delle app per creare immagini intime fake: “È un po’ come la lotta al doping — commenta il direttore di Affaritaliani — Cercare semplicemente di negare il problema e dire che va tutto vietato è la misura più facile, ma anche quella che porta ai risultati peggiori. Bisogna educare, ma servono anche paletti rigidissimi, regole ferree e sanzioni esemplari, perché le app illegali continueranno a moltiplicarsi”.

Infine, sul cambio di linguaggio e il successo dei creator rispetto ai brand editoriali, Scotti conclude: “Siamo davanti a un cambio di paradigma, un momento importante che va cavalcato. Non bisogna guardare a ciò che avviene di nuovo in maniera ipercritica dicendo ‘verremo spazzati via’. Serve un equilibrio tra nuove e vecchie generazioni per trovare un punto d’incontro in modo che l’informazione sia esattamente quella di cui c’è bisogno”.

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