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Telegram nel mirino dei servizi segreti russi: "Viola le leggi antiterrorismo"

Russia: Fsb accusa Telegram di violare legge anti-terrorismo

"L'Fsb russa si unisce all'Iran nel mettere sotto accusa Telegram". Cosi' su Vkontakte, il Facebook russo, il fondatore e proprietario del servizio di massaggistica Telegram, Pavel Durov, ha annunciato che i Servizi segreti russi (Fsb) hanno notificato formalmente alla sua societa' di aver violato la cosiddetta 'legge Yarovaya', con cui Mosca ha inasprito l'anno scorso le misure per la lotta al terrorismo, sollevando dure critiche da parte dei difensori dei diritti umani. A detta degli avvocati di Telegram, la mossa dell'Fsb "portera' ad inevitabili azioni legali" da parte delle autorita' russe, anche se ancora non e' chiaro se il servizio di messaggistica rischi di essere bloccato.

La 'legge Yarovaya', dal nome della deputata che l'ha promossa alla Duma, e' stata definita dallo stesso Durov "incostituzionale"; entrata in vigore l'anno scorso, obbliga gli operatori delle telecomunicazioni a conservare le informazioni sulle conversazioni tra utenti per tre anni e il contenuto della loro corrispondenza per sei mesi. Tali informazioni devono esse fornite agli organi di sicurezza su loro richiesta. In caso di utilizzo di programmi di messagistica criptati, come Telegram appunto, le aziende internet devono fornire all'Fsb le chiavi per la decodifica dei messaggi, pena multe salate. "Per la Russia e' un giorno nero", aveva commentato Edward Snowden, la gola profonda dell'Nsagate, quando il presidente Vladimir Putin aveva firmato la legge, nel luglio 2016.

Nell'annunciare la mossa dei servizi segreti di Mosca, Durov - che ha sempre fatto della tutela della privacy dei suoi utenti e dell'indipendenza dalle autorita' di ogni paese in cui lavora il suo cavallo di battaglia - ha pubblicato su Vkontakte i documenti inviati nell'ultimo mese dalla Russia all'ufficio di Telegram a Londra. L'Fsb contesta alla societa' di "non aver rispettato l'obbligo di garantire le informazioni di sicurezza, necessarie per decodificare i messaggi elettronici". Dai documenti emerge che, a tempo debito, l'Fsb aspetta nei suoi uffici il rappresentante legale della compagnia, vale a dire lo stesso Durov, il quale ha lasciato la Federazione per vivere all'estero, dopo essere stato costretto a vendere le sue quote della societa' VKontakte - anche questa sua creatura - e aver ricevuto forti pressioni dalle autorita' russe che chiedevano i dati degli utenti riconducibili all'opposizione russa. Difficile che l'enfant prodige dell'internet russo si presenti agli 007 di Mosca.

"Gli avvocati mi hanno detto che teoricamente potrei riscontrare difficolta' a lasciare la Russia, dopo un mio eventuale ingresso, proprio a causa dei protocolli" notificatemi questi giorni, ha spiegato il fondatore di Telegram a Vedomosti, ammettendo di non sapere se le violazioni amministrative imputategli possano portare al blocco del servizio di messaggistica. "L'impossibilita' di visitare la Russia, anche solo occasionalmente, per me e' molto piu' doloroso dell'impossibilita' di entrare in Iran, prima di tutto perche' in Russia vivono i miei genitori. - ha scritto Durov - Ma sopravvivero', il mondo e' grande". Questa settimana, si e' saputo che le autorita' iraniane hanno aperto un procedimento penale contro Durov per "sostegno al terrorismo": Telegram e', infatti, molto usato molto dai militanti dell'Isis e di altre organizzazioni impegnate in attivita' illecite come il narcotraffico. "Sono sorpreso da questa notizia - ha scritto il manager russo su Twitter - Stiamo bloccando i terroristi e il contenuto pornografico in Iran, penso che le ragioni reali siano altrove". Secondo dati forniti dallo stesso Durov, Telgram in Iran ha 40 milioni di utenti e "in tutti questi anni di lavoro non abbiamo mai bloccato un solo canale politico e non abbiamo dato alle autorita' un solo byte di dati personali". In Russia gli utenti del servizio di messaggistica sono circa 10 milioni.

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