Sono i magnati del web a dominare l’elenco dei 100 uomini più influenti nel settore dei media stilato dal Guardian. Primo in classifica è Larry Page, l’amministratore delegato di Google, al secondo Mark Zuckerberg di Facebook e al terzo Tim Cook, ceo di Apple. Dick Costolo, il ‘boss’ di Twitter, sale in sesta posizione, alle spalle di Jeff Bezos, mr Amazon.
La classifica è poco più di un gioco e ha una prospettiva britannica. Ma rappresenta un quadro dei mutamenti e degli equilibri di potere nel mondo dei media. A dominare sono i giganti della tecnologia. Ma i broadcaster tradizionali si difendono, soprattutto grazie a Bbc e Sky. Tony Hall, direttore generale dell’emittente inglese, quarto, interrompe il dominio del settore tech. Il bossi della tv satellitare, Rupert Murdoch è settimo. Il mondo dell’advertising è rapprenentato, appena fuori dalla top ten, da Martin Sorrell, gran capo di WPP.
Nel mondo dei media che cambia, si osserva anche l’ascesa di nuove figure. Lo Youtuber più famoso del mondo, PewDiePie, è ventesimo. Si affacciano nei primi 50 i padroni di nuovi prodotti: il fondatore di BuzzFedd, Jonah Peretti, è trentesimo. Alle sue spalle il ceo di Snapchat Evan Spiegel.
E le donne? Il dislivello sessuale nel mondo della tecnologia pesa. Molto. La prima donna è decima. E non è una ceo ma una cantante, Taylor Swift. Nelle prime venti posizioni, le rappresentanti rosa sono solo tre.

