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Medicina
Aids e Hiv giornata mondiale. Ecco test hiv di autodiagnosi. ALLARME AIDS-HIV

AIDS ADOLESCENTI A RISCHIO. PIANO ANTI VIRUS HIV


L'Aids non e' una malattia scomparsa ed oggi ad essere piu' minacciati sono i giovanissimi, bambini ed adolescenti. Tanto che, avverte l'Unicef, nel mondo ogni due minuti, un giovane un giovane si contagia. Cifre allarmanti rese note nella giornata mondiale contro l'Aids, mentre il ministero della Salute italiano mette in campo un nuovo piano anti virus. Preoccupante l'allarme lanciato dall'Unicef nel settimo rapporto 'For Every Child: End Aids': se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da Hiv in questa fascia aumenteranno fino a 400 mila ogni anno, rispetto ai 250 mila del 2015 in tutto il mondo, con un aumento totale del 60% di nuovi casi. L'Aids resta dunque una delle cause principali di morte tra i giovanissimi: nel 2015, rileva l'Unicef, ha causato 41 mila vittime tra i ragazzi tra 10 e 19 anni. Il mondo "ha fatto enormi progressi per porre fine all'Aids, ma la battaglia e' ancora lontana dall'essere conclusa soprattutto per quanto riguarda bambini e adolescenti", ha affermato il direttore generale Unicef Anthony Lake. Ed un allarme arriva anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "L'Aids e' ancora tra di noi ma negli ultimi anni si e' abbassata pericolosamente la guardia, tanto che se nel 2006 le persone che arrivavano ad assumere farmaci solo in fase conclamata di malattia erano il 20,5%, oggi sono il 74%". Ed anche se "l'Italia e' oggi al tredicesimo posto con un calo dei casi di Hiv-Aids - ha detto il ministro - resta prioritario aumentare le diagnosi precoci ed i comportamenti sessuali protetti". Per questo l'Italia scende in campo con un nuovo piano nazionale Aids, anche alla luce dei cambiamenti legati alla malattia: "Il nuovo piano - ha annunciato Lorenzin - e' in via di approvazione da parte del Consiglio superiore di Sanita', che lo discutera' il 13 dicembre; poi andra' in conferenza Stato-Regioni ed auspichiamo una rapida approvazione". Si punta prioritariamente alla prevenzione: tra gli obiettivi del piano, infatti, anche facilitare l'accesso al test, ridurre il numero delle nuove infezioni e coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale. Fondamentale, tra gli obiettivi, ha sottolineato Lorenzin, "anche tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone con Hiv-Aids". In particolare, il piano si propone anche di conseguire l'incremento della percentuale dei casi diagnosticati e mantenuti in cura fino al raggiungimento del 90% delle persone con Hiv-Aids, oltre che di attivare un percorso diagnostico terapeutico definito in almeno l'80% dei centri clinici di assistenza. Quanto al nuovo test di autodiagnosi per l'Aids, che sara' disponibile nelle farmacie, secondo il ministro si tratta di uno strumento che potrebbe aumentare le diagnosi precoci, ma ma il rischio e' che il paziente possa ritrovarsi solo e disorientato. L'utilizzo del nuovo test sara' comunque valutato, ed eventualmente migliorato, dal Consiglio superiore di Sanita'. L'obiettivo resta quindi quello di mantenere alta l'attenzione: per questo dal nuovo anno partiranno nuove campagne informative e messaggi di prevenzione saranno diffusi da emittenti radio e tv. Lo stesso ministero della Salute e' diventato, ha concluso Lorenzin, una "bandiera per la lotta contro l'Aids, con la facciata che restera' illuminata di rosso anche nel prossimo weekend ed un display sul quale continueranno a scorrere messaggi di prevenzione e informazione".


AIDS, Lorenzin: maggior parte nuovi casi Hiv da rapporti non protetti


"La maggior parte delle nuove infezioni da Hiv sono quasi equanimamene divise tra maschi e femmine e sono per lo più dovute a rapporti sessuali non protetti e non uso del preservativo": lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, presentando il Piano nazionale di interventi su Hiv e Aids, in occasione della giornata mondiale contro l'Aids. "Il virus Hiv continua a rappresentare un grave problema di sanità pubblica a livello globale e solo nel 2015 si sono avute 2 milioni di nuove diagnosi nel mondo", ha detto Lorenzin, aggiungendo: "Per quanto riguarda l'Italia, nel 2015 sono state riportate 3444 nuove diagnosi con un'incidenza pari al 5,7 nuovi casi per 100mila residenti il che pone l'Italia è al 13esimo posto per numero di casi tra le nazioni europee ma registrando un calo rispetto al dodicesimo registrato in precedenza". Negli anni - spiega il report del ministero della salute - si osserva un aumento dell'età media delle diagnosi e un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce infatti i consumatori di sostanze per via iniettiva ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale, infatti la maggior parte delle nuove diagnosi di infezione da Hiv nel 2015 era attribuibile a rapporti sessuali non protetti che costituivano l'85,5% di tutte le segnalazio


HIV, Lorenzin: sì test autodiagnosi Aids ma non lasciare soli malati


Il test di autodiagnosi per l'Aids in vendita in farmacia, può essere "utile per certi aspetti, perché c'è la possibilità di una diagnosi precoce e si può fare in totale privacy, anche in contesti difficili", ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, presentando il nuovo Piano nazionale Aids, ma "dall'altro - ha sottolineato - il problema è che questa è una patologia particolare e in tutte le procedure cliniche e terapeutiche si raccomanda che il percorso diagnostico sia accompagnato"


Aids:37mln con virus nel mondo, casi in calo in Italia. Aids e Hiv la situazione


Sono 36,7 milioni le persone con Hiv nel mondo, mentre i casi in Italia registrano un calo anche se le nuove diagnosi di infezione nel 2015 hanno registrato la cifra di 3.450. Sono i dati diffusi oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione della giornata mondiale contro l'Aids. L'Hiv continua a rappresentare un problema di sanita' pubblica e nel 2015 in Italia si sono registrate 3444 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per centomila residenti. Dal 2010 l'incidenza e' in costante lieve diminuzione, sia negli uomini che nelle donne. Nel periodo 2009-15, le nuove diagnosi di Hiv sono state 27.143. Con queste cifre, l'Italia si pone al tredicesimo posto in Europa per numero di infezioni. Negli anni, inoltre, si e' osservato un aumento dell'eta' media alla diagnosi ed un cambiamento delle modalita' di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale. Nel 2015, inoltre, il 32,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione di Hiv aveva eseguito il test. Per quanto riguarda invece i casi di Aids conclamato, nel 2015 ne sono stati diagnosticati in Italia 789, pari ad un'incidenza di 1,4 nuovi casi per 100000 residenti. Anche l'incidenza di Aids e' in lieve costante diminuzione negli ultimi 3 anni. Sempre nel 2015, poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con Aids aveva eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Nell'ultimo decennio e' inoltre aumentata la proporzione delle persone con diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositivita' e ha scoperto di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015.

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