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Medicina
Coronavirus, i contagi superano quelli della Sars: MORTALITÀ E NUOVI CASI

Coronavirus, i contagi superano quelli che aveva provocato la Sars. Qual è la mortalità?Primo caso negli Emirati, altri morti in Cina, nuovo caso sospetto in Tibet, unica regione immune. “Situazione cupa e complicata”

Continua a diffondersi il virus cinese che, ogni giorno, colpisce sempre più persone. Il numero di contagiati da Coronavirus ha superato quello registrato nel 2002-2003 a causa della Sars. Sono arrivati a 6000 i pazienti colpiti e i morti sono saliti a 132.

Nel frattempo è emerso un nuovo caso negli Emirati arabi. Paziente sospetto anche in Tibet, unica regione della Cina continentale finora non colpita.

Il presidente cinese Xi Jinping ha parlato di “Situazione cupa e complicata”.

Mentre l’epidemia da coronavirus si allarga ci sono però belle notizie. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Coronavirus: mortalità del 3%, più bassa rispetto a quella causata dalla Sars e dalla comune influenza

In base alle statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Sars aveva colpito 5.327 persone. Sono invece 5.974 i pazienti contagiati dal Coronavirus, come annunciato questa mattina dalla Commissione sanitaria nazionale cinese. Il contagio dovuto al virus partito da Wuhan ha dunque superato quello causato dalla Sars.

I decessi sono però inferiori. La Sars aveva provocato la morte di 349 persone, mentre oggi i morti per Coronavirus sono 132.

La mortalità causata dal virus cinese è del 3%. "Scongiurare rischio psicosi, mortalità inferiore alla comune influenza". Lo ha detto Susanna Esposito, presidente dell'Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e professore ordinario di Pediatria all'Università di Parma, a proposito della diffusione del nuovo coronavirus. "Il nuovo virus non deve essere sottovalutato, soprattutto finché non saranno del tutto note le modalità in cui muta e tutte le caratteristiche che ne favoriscono la diffusione. Ma l'attuale allarmismo - continua l'esperta - rischia di essere eccessivo. Ad oggi il nuovo coronavirus si è rivelato mortale solo nel meno del 3 per cento dei casi confermati, senza considerare le migliaia di persone a cui non è stato rilevato per assenza di sintomi. Basti pensare che solo in Italia, come confermano i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, ogni anno circa 8mila persone muoiono per le complicanze dell'influenza, centinaia di migliaia in tutto il mondo". Esposito è soddisfatta da quanto fatto dall'Italia. "Nel nostro paese – conclude - la situazione è sotto controllo grazie all'eccellente filtro aeroportuale che anche per la Sars permise l'identificazione precoce dei casi sospetti. Tuttavia, il nuovo coronavirus non deve essere sottovalutato fino a quando non se ne comprendono tutti i meccanismi patogenetici e la risposta immunitaria che determina".

Virus cinese: i contagi rallentano e le persone guarite salgono a 103

Il rischio di mortalità non è elevatissimo e questa non è l’unica notizia positiva. Sembra infatti che negli ultimi due giorni i contagi siano rallentati. Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità cinesi, i casi confermati ieri, 28 gennaio, erano 1459, dunque inferiori rispetto ai 1.771 registrati lunedì 27 gennaio.

Sono poi 103 le persone considerate guarite e dimesse dopo il ricovero ospedaliero.

Virus Cina: il virologo Burioni: “Catastrofe se la mortalità è del 3%”

Gli esperti non sono però tutti d’accordo. Secondo il virologo Roberto Burioni infatti: “Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe. La Spagnola nel 1918 ha avuto il 2% di mortalità. Ai seimila casi diagnosticati bisognerebbe aggiungere come minimo uno zero. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini”. Il Professor è intervenuto nel corso del programma "Genetica Oggi" su Radio Cusano Campus. “Spero di sbagliarmi ma non credo che il vaccino contro il coronavirus possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini, ma abbiamo la possibilità di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell'ostacolare la diffusione”.

Burioni ha aggiunto: “Il virus in Italia non c'è, quello che bisogna fare è non andare in Cina o in altre zone in cui il virus è presente e verificare le persone che tornano dai luoghi contaminati”. Riguardo i seimila casi di cui si è detto, "questo è un numero che non sta né in cielo né in terra. Come minimo ci va un altro zero. Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3%. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese”. Infine il commento al fatto che oggi una comunicazione del governo indiano consiglia l'omeopatia per contrastare l'infezione da coronavirus: "Questa volta non si scherza più, questa volta entra in gioco il darwinismo se qualcuno fa il cretino. Quello che ci può salvare la pelle è la scienza e nient'altro”.

Coronavirus, il Presidente cinese: “Situazione cupa e complicata”

La situazione nel contrasto all’epidemia di polmonite da coronavirus è ancora “cupa e complicata”. Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, ripreso dai media statali cinesi, in un messaggio in cui ha sottolineato l’allineamento al Partito Comunista Cinese delle Forze Armate cinesi “per combattere duramente e sostenere attivamente la prevenzione e il controllo” dell’epidemia. Nel messaggio, Xi ha chiesto agli ospedali militari di fare del loro meglio per accogliere tutti i pazienti e ha sollecitato l’intensificazione della ricerca scientifica contro il nuovo coronavirus.

Virus Cina: primo caso negli Emirati, in una famiglia proveniente da Wuhan

Primo caso della nuova epidemia di coronavirus negli Emirati arabi uniti: il paziente è stato individuato in una famiglia proveniente da Wuhan, epicentro della diffusione del morbo. Si tratta del primo caso in Medio Oriente. Secondo il ministero della Salute, citato dall'agenzia di stampa locale Wam, "le condizioni di salute sono stabili e sotto controllo medico".

Coronavirus cina: primo morto in Sichuan, 80enne con problemi cardiaci

Primo caso di morte dovuta alla polmonite da coronavirus nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie provinciali. Il primo decesso nella provincia è quello di una donna di 80 anni, identificata con il cognome Zhang, morta oggi e ricoverata dal 23 gennaio scorso. La paziente, si legge nel bollettino, aveva sofferto in precedenza di ipertensione e di malattie coronariche e, al momento del ricovero, manifestava problemi di insufficienza respiratoria e cardiaca. A oggi sono 108 i casi confermati di polmonite da coronavirus registrati nella provincia.

Virus Cina: primo caso sospetto in Tibet, unica regione immune

Il contagio del nuovo coronavirus in Cina è ormai ovunque: anche in Tibet, unica regione della Cina continentale finora non colpita, è stato registrato il primo caso sospetto di polmonite. Come riporta il Global Times, le autorità locali hanno innalzato al massimo il livello di emergenza sanitaria. Il paziente, riporta il South China Morning Post, è un uomo di 34 anni arrivato a Lhasa dalla città di Suizhou, nella provincia epicentro dell'epidemia quella dello Hubei. I campioni prelevati dall'uomo sono stati inviati al Centro per il Controllo e la prevenzione delle malattie dove saranno condotte le debite analisi. Il contagio in Tibet fa pensare che ormai il virus non sia più circoscritto alle aree densamente urbanizzate, ma che si è diffuso anche nelle zone rurali e più remote della Cina.

Coronavirus, il ministero: “Negativi tutti i casi sospetti in Italia”

Al momento tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati negativi ai test per il coronavirus 2019-nCoV. Lo comunica il ministero della Salute in una nota.

Coronavirus: i sintomi iniziali sono simili a quelli influenzali

Il virus cinese si presenta con sintomi molto simili a quelli influenzali. I principali sono:

  • tosse
  • febbre
  • difficoltà respiratorie
  • malessere generale

I casi più gravi possono degenerare in polmonite, sindrome respiratoria acuta grave (Sars), insufficienza renale e morte.

Coronavirus: come avviene il contagio

Oggi il virus può essere trasmesso da persona a persona, con contatto diretto con i pazienti infetti.

Si trova comunemente nel mondo animale e passa all’uomo con “un contatto diretto, non a caso ad ammalarsi sono stati i frequentatori di un mercato di esemplari vivi. Tra uomini, virus del genere passano attraverso la saliva che finisce nelle mucose di un'altra persona. Insomma ci vuole un contatto molto stretto” ha spiegato Giovanni Rezza, responsabile delle malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.

“Dobbiamo preoccuparci di un contagio non controllabile e sicuramente di un aumento del numero di casi, quindi di un peso per la sanità pubblica di tutte queste infezioni respiratorie acute che, ogni anno, causano dolore, ricoveri ospedalieri e, in soggetti più fragili, anche il decesso” ha affermato alla RSI Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli studi di Milano.

Virus cinese: quanto dura l’incubazione

Gli esperti fanno sapere che il coronavirus ha un periodo di incubazione di circa 10-14 giorni. Il problema sorto nei giorni scorsi è che, secondo alcune segnalazioni, il virus potrebbe essere trasmesso anche quando non sono ancora emersi i sintomi e dunque durante l’incubazione. Questo rischio potrebbe essere una delle cause della possibile esplosione del virus, perché molte persone potrebbero essere infette senza saperlo e dunque potrebbero non prestare attenzione, viaggiando e stando a contatto con gli altri.

"Uno studio ha rilevato pazienti asintomatici? Non c’è da stupirsi, succede anche con l’influenza. Le misure adottate dalla Cina sono state tempestive e credo siano efficaci" ha però rilevato Massimo Galli, infettivologo e professore alla Statale di Milano.

Coronavirus cura

Non esiste ancora il vaccino né un trattamento specifico. Vanno curati i sintomi.

Come prevenire il coronavirus: consigli

Per evitare di entrare in contatto con il virus cinese e di essere contagiati è opportuno seguire alcune regole basilari.

  • Lavare spesso le mani
  • Starnutire e tossire in fazzoletti usa e getta
  • Gettare fazzoletti usati in cestini
  • Usare la mascherina in caso di influenza
  • Evitare frutta e verdure non lavate
  • Evitare carne cruda o poco cotta
  • Evitare bevande non imbottigliate
  • Evitare di andare nei mercati di prodotti alimentari freschi
  • Evitare il contatto con persone che hanno sintomi sospetti
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