“Energie siciliane per Roma”, insignito del premio alla Camera dei Deputati il Professor Placido Bramanti
Si è svolta ieri pomeriggio, nella splendida cornice della Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione “Energie siciliane per Roma”, un riconoscimento dedicato alle migliori energie della Sicilia che operano nella Capitale. L’iniziativa, organizzata dal Centro Europeo di Studi Culturali (CESC), nasce con l’obiettivo di celebrare e valorizzare l’eccellenza siciliana a Roma, premiando personalità che, attraverso il proprio impegno nei diversi ambiti della società, contribuiscono a rendere la città più ricca, dinamica e culturalmente vivace.
Il premio intende in particolare valorizzare l’impegno quotidiano dei siciliani attivi nella Capitale nei settori della cultura, dell’arte, della religione e dell’amministrazione, riconoscendo la qualità, la dedizione e la passione di chi contribuisce alla crescita culturale e sociale di Roma. Allo stesso tempo, l’iniziativa mira a rafforzare il legame tra la Sicilia e Roma, promuovendo lo scambio culturale e la collaborazione tra le due realtà e favorendo i rapporti con le comunità italiane nel mondo. A ricevere il riconoscimento sono state personalità autorevoli di origini siciliane che si sono distinte nei rispettivi campi, contribuendo con il proprio lavoro alla vita culturale e sociale della città e rappresentando un vero e proprio “ponte” tra la realtà siciliana e Roma.
A decretare i premi una giuria di rilievo formata da Enzo Siviero, Magnifico Rettore dell’Università eCampus; Patrizia Bernadette Bererdi, presidente della giuria del premio; Carmelo Cutuli, presidente Confassociazione Sud Italia; Alessandro Alongi, consigliere del Municipio XII di Roma; e Michael D’Amore, Chair of the OSDIA Government Relations Committee. A moderare l’incontro è stato Fabio Pompei, giornalista e direttore del Centro Europeo di Studi Culturali. Dopo i saluti istituzionali del deputato della Commissione Affari Esteri Fabio Porta e il discorso inaugurale della presidente Patrizia Bernadette Bererdi, sono iniziate le premiazioni.
Tra le personalità insignite del riconoscimento anche il professor Placido Bramanti, neurologo e fondatore del Centro Neurolesi di Messina, premiato per il suo contributo alla ricerca sulle cerebrolesioni e sui processi di “risveglio” dei pazienti. Bramanti è inoltre giornalista di Affaritaliani per la sezione Medicina e Salute.
Il discorso del Professor Placido Bramanti
Il Professor Placido Bramanti ha dichiarato: “Noi siciliani abbiamo una caratteristica particolare: abbiamo una terra straordinaria, ma spesso siamo costretti ad abbandonarla. E perché ce ne andiamo? Ce ne andiamo perché non ci sentiamo protetti, non ci sentiamo accompagnati nel nostro percorso. La nostra regione costituisce davvero un’eccezione: si potrebbe quasi dire che esista una ‘Sicilia all’estero’, perché tanti dei nostri giovani sono costretti a partire. Così perdiamo ragazzi, perdiamo un enorme capitale umano. Anche recentemente il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato come esistano divari e squilibri molto vasti. In questo scenario possiamo individuare tre ‘frontiere”’di italiani: quelli che partono subito, quelli che partono ma poi tornano e quelli che restano. A questi ultimi, secondo me, spetta il compito più difficile: quello di cambiare le cose“.
“Dobbiamo impegnarci per dare un cambiamento alla nostra terra, che è madre all’inizio, ma che a volte rischia di diventare ‘matrigna’. Come possiamo farlo? Credendo nei nostri valori e combattendo contro le ostilità e le difficoltà che i nostri giovani non sono più disposti a tollerare. L’indifferenza, il voltarsi dall’altra parte, il fare finta di niente, l’accettare compromessi, il trasformare le esigenze in favori e piegarsi a volontà altrui: tutto questo i nostri ragazzi non lo accettano più“, ha detto Bramanti.
“Io faccio parte di quella schiera che non è andata via. Ho combattuto, ho resistito e ho costruito il mio percorso di vita qui. Per noi medici sarebbe stato facile andare all’estero: basta lavorare, prendere tutto il sapere della nostra terra e poi trasferirsi fuori, dove si è accolti e spesso non si torna più indietro. Io ho fatto il contrario: ho preso esperienze e conoscenze dall’esterno, ma ho scelto di restare nella mia terra. Il sogno che coltivavo era quello di realizzare in Sicilia una struttura che non esisteva e che nessuno aveva mai creato prima: la cura degli stati comatosi. Così ho deciso di investire sui giovani, coinvolgendoli nella realizzazione di questa struttura, partendo da zero, come tutti noi. Quello che abbiamo fatto vuole essere un esempio: noi siciliani possiamo costruire qualcosa anche restando nella nostra terra. Non dobbiamo far partire la qualità e le competenze. Nel nostro caso, il servizio è rivolto ai malati, ma il messaggio è più ampio. Ed è il messaggio che oggi volevo condividere“, ha poi concluso Bramanti.

