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Medicina
Gli italiani conoscono poco i rischi cardiovascolari e sono pieni di stress

Italiani, pochi a conoscenza dei rischi cardiovascolari 

La pandemia da Coronavirus ci ha resi più attenti alla salute, più informati, più esigenti e forse anche un po’ presuntuosi (tutti dottori su internet). Guardiamo i dibattiti in televisione, il gergo medico è entrato nella nostra quotidianità, una buona parte di noi cura l’alimentazione e fa prevenzione. Ma forse tutto questo potrebbe non essere del tutto vero, soprattutto per quanto riguarda alcune patologie, in primis quelle legate ai problemi cardiovascolari. Quanto sappiamo veramente del nostro stato di salute? Durante gli ultimi tre mesi del 2021 una clinica mobile con a bordo un team multidisciplinare ha girato l’Italia con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui rischi delle malattie cardiovascolari, sull’adozione di buone pratiche di prevenzione e sull’importanza di effettuare check up periodici.

Salute, il progetto itinerante "Le strade del Cuore"

L’iniziativa “Le Strade del Cuore” ha toccato 10 tappe in 8 Regioni, incontrando circa 2.500 persone, uomini e donne sopra i 40 anni, e raccogliendo informazioni circa la percezione degli italiani rispetto al proprio stato di salute. Queste informazioni sono state confrontate con i dati oggettivi misurati a bordo della Advanced Mobile Clinic attraverso una serie di test di prevenzione primaria. Quel che è emerso è che gli italiani non sono consapevoli del proprio stato di salute in relazione alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare. Parliamo dell’iniziativa con il prof. Giuseppe Speziale, coordinatore delle Cardiochirurgie di GVM Care & Research, gruppo ospedaliero italiano che ha promosso l’iniziativa. Professor Speziale, cosa è emerso da questo tour in giro per l’Italia? "La nostra iniziativa, nata da un'idea della prof.ssa Elena Tremoli, direttore scientifico di Maria Cecilia Hospital, così come altri progetti di questo genere sono fondamentali. E lo sono non soltanto perché aiutano a diffondere la cultura della prevenzione cardiovascolare, ma anche perché permettono di far emergere situazioni sommerse che la pandemia ha contribuito a esacerbare, a causa della interruzione dei checkup e delle visite per lunghi periodi e dei rallentamenti nello smaltimento delle liste di attesa. Dai dati raccolti durante i mesi del Tour attraverso un questionario per l’autovalutazione della propria salute, e dalla comparazione di questi con i riscontri oggettivi e i parametri misurati durante i consulti (pressione arteriosa, misurazione girovita e peso, profilo lipidico ecc.), infatti, ci siamo resi conto che le persone senza precedenti malattie cardiovascolari non sono consapevoli della presenza di fattori di rischio cardiovascolare".

Salute, i fattori di rischio cardiovascolare

Quali sono questi fattori di rischio cardiovascolare di cui non siamo al corrente? "Molti dei soggetti incontrati hanno dichiarato di non soffrire di pressione alta o di colesterolo alto. Tuttavia,  a conclusione del percorso di accertamenti messi a punto con la supervisione clinica del dott. Nicola Castaldini, i risultati sono stati discordanti: circa un quarto dei soggetti che affermava di non avere il colesterolo alto presentava invece valori di LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) superiori alla soglia raccomandata (di 115 mg/dL); mentre un terzo delle donne e la metà degli uomini che riferivano valori pressori normali, in realtà avevano almeno un’alterazione rispetto ai valori consigliati di pressione massima o minima (massima 130 mm Hg, minima 80 mm Hg). Dato altrettanto interessante è la percentuale elevata di soggetti in prevenzione secondaria (ovvero già in cura per aver avuto in precedenza almeno un evento cardiovascolare) con valori di colesterolo LDL fuori target: il 25% degli uomini e più del 40% delle donne, evidenziando anche un’importante differenza tra i due sessi. Anche nel caso della pressione sanguigna, i soggetti in prevenzione secondaria fuori target erano relativamente numerosi, con percentuali comprese tra il 45% e il 66%; in questo caso, però le differenze tra i sessi erano minori, con un lieve eccesso di uomini con pressione massima elevata".

Salute, una percezione distorta dei rischi cardiovascolari

Come si spiega questa percezione distorta di fattori così importanti per la nostra salute? "Semplicemente, il soggetto potrebbe non essere a conoscenza dei propri fattori di rischio e quindi non avere consapevolezza di situazioni alterate che lo riguardano. Ancora oggi vi è una scarsa conoscenza dei fattori di rischio, di come intervenire per tenerli sotto controllo e quando invece si rendono necessari approfondimenti diagnostici. Oppure, nel caso di un paziente già in cura, il mancato raggiungimento del valore target può dipendere o da una scarsa aderenza del soggetto stesso alla terapia o da una terapia non ottimale. Specialmente durante il periodo pandemico, l’attenzione alle problematiche cardiovascolari si è allentata. Nel 2020, con l’emergenza pandemica, il tasso di mortalità per infarto miocardico acuto è più che triplicato rispetto al 2019 (dati della SIC - Società Italiana di Cardiologia) e un cardiopatico su due non si è presentato alle visite di controllo. In parallelo, è aumentata anche l’incidenza dei disturbi legati allo stress".

Salute, la pandemia ha alzato i livelli di stress

In che modo lo stress è influenzato dal periodo che stiamo vivendo e quanto invece influenza le patologie cardiovascolari? "Lo stress è una condizione frequente nella società moderna e gli specialisti suggeriscono che questo possa rappresentare un vero e proprio fattore di rischio di malattia cardiovascolare. Durante i consulti del Tour “Le Strade del Cuore” è stato chiesto ai pazienti se si sentissero stressati e se sì con che frequenza. Più del 50% delle donne ha dichiarato di sentirsi stressata e circa il 30% si ritiene frequentemente stressata. La presenza di stress nel genere maschile era apparentemente minore: circa il 30% dichiarava di non essere stressato, mentre il 48,78% e il 21% si dichiaravano stressati o frequentemente stressati, rispettivamente". Alla luce di quanto emerso, contate di ripetere il Tour nelle città italiane? "L’impegno nella diffusione della cultura della prevenzione, che da sempre contraddistingue GVM Care & Research, proseguirà con una nuova edizione de “Le Strade del Cuore” che toccherà nuove città sempre all’insegna della cultura della prevenzione e della salute".

 

 

 

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