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Medicina
Q10, il caricabatterie biologico indispensabile per gli over 65
(foto da Pixabay.com)

Q10, il caricabatterie biologico per gli over 65 

Uno studio spagnolo mostra come la carenza del coenzima Q10, un caricabatteria biologico, riduca la mobilità e questo diminuisca la capacità di generare la molecola vitale. Il problema colpisce di più le donne. Il Q10 è un pezzo chiave del puzzle biologico, in particolare per il cervello, il cuore e i muscoli. Organi che necessitano di più energia e sono più vulnerabili. Se i mitocondri cellulari sono le batterie del corpo, questo lipide presente in natura è una specie di rigeneratore, responsabile del trasporto degli elettroni e un antiossidante chiave per il funzionamento del corpo.

Q10, rigeneratore e antiossidante

La sua carenza, legata all'invecchiamento, genera insufficienza energetica legata a disturbi mitocondriali, malattie cardiache, ictus e patologie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson. Lo studio del Centro andaluso per la biologia dello sviluppo (CABD) in Antioxidants ha rivelato che è anche causa e conseguenza della fragilità nelle persone di età superiore ai 65 anni, nonché un fattore correlato al rischio cardiovascolare. Lo studio, per la prima volta, associa bassi livelli di questo coenzima alla sarcopenia (la perdita di massa muscolare, forza e funzionalità), causa di fragilità nelle persone anziane, con una maggiore incidenza nelle donne. Dallo studio si rileva che le persone senior che presentano più sintomi o marcatori di fragilità hanno meno coenzima Q10 nel plasma sanguigno.

Q10, una carenza è una concausa di diabete,malattie neurogenerative e invecchiamento 

La carenza primaria di questa molecola si verifica nelle persone che non possono sintetizzarla, principalmente per cause genetiche. Ma quella secondaria sembra essere la causa o la conseguenza di condizioni croniche, come il diabete, le malattie neurodegenerative o l'invecchiamento. La minore presenza di questo lipide fondamentale genera così una spirale di declino che deve essere invertita: “Con meno attività fisica, i livelli di Q10 diminuiscono e più bassi sono questi livelli, minore è la capacità di esercizio. È un circolo vizioso e, inoltre, drammatico perché si perde la funzionalità e anche la capacità di recuperarla” si legge nello studio.

Q10, aumentare l'attività fisica e migliorare l'alimentazione

Per rompere questa tendenza ci sono diverse strategie complementari. Il primo è aumentare l'attività fisica in modo regolare e progressivo. Il secondo è correggere questo deficit attraverso il cibo. E’ un valido aiuto arriva dalla nostra dieta mediterranea e, in particolare, il consumo di noci e una varietà di verdure con oli vegetali. In questo modo la direzione della spirale può essere invertita: correggere la carenza consente più esercizio e questo aiuta ad aumentare i livelli di coenzima nel sangue. In commercio esistono anche integratori specifici, ma che vanno assunti sempre sotto controllo medico e non è necessario assumerli tutti i giorni o in grande quantità, soprattutto in quanto possono anche essere controproducenti se combinati con altri farmaci.

Q10, la presenza migliora la salute dei casi sanguigni

Con queste precauzioni sono evidenti i benefici di una maggiore presenza del coenzima Q10. L’aumento dei livelli plasmatici migliora la salute dei vasi sanguigni, previene i danni dovuti a rotture vascolari che potrebbero essere associati alla formazione di trombi e aumenta anche la capacità fisica migliorando l'arrivo dei nutrienti al muscolo. L'associazione dell'attività fisica nei senior con alti livelli di CoQ10 non solo migliora la capacità endoteliale (il rivestimento dei vasi sanguigni), ma riduce anche il rilascio di vescicole e i fattori coinvolti nell'infiammazione e nell’invecchiamento. Nella ricerca altri risultati indicano che alti livelli di CoQ10 sono direttamente legati a un minor rischio cardiovascolare per la sua relazione con il colesterolo, particelle a cui il coenzima è associato per ridurre il rischio di infarto.

Q10, le donne soffrono di un deficit superiore rispetto agli uomini

Uno studio dell'Università del Colorado Boulder, pubblicato dall'American Heart Association, ha testato un integratore giornaliero di 20 milligrammi con Q10 in persone di età superiore ai 60 anni. Il risultato ha mostrato benefici nell'endotelio e nell'aumento del flusso sanguigno. Secondo una recensione pubblicata sul Journal of Internal Medicine carenze di elementi come ferro, selenio, zinco, rame e coenzima Q10 possono influenzare la funzione dei mitocondri produttori di energia delle cellule cardiache per contribuire all'insufficienza. Un'altra indicazione dello studio è che le donne hanno deficit di CoQ10 maggiori rispetto agli uomini.  Si pensa che ciò possa essere correlato all'evoluzione dei muscoli dopo la menopausa, anche se è un campo ancora da approfondire.

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