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Medicina
Salute, obesità non sempre colpa ma problema di diseguaglianza sociale

Obesità, oltre 5 milioni di persone morte prematuramente a causa della malattia

Nel 2019, oltre cinque milioni di persone sono morte prematuramente a causa dell'obesità. Cioè, cinque volte di più del numero di decessi causati dall'HIV/AIDS, o quattro volte di più di quelli causati da incidenti stradali. Molto spesso si dice che l’essere obeso sia una colpa di chi si lascia andare ad eccessi alimentari evitando accuratamente l’attività fisica. “Meno piatto e più scarpa”, è un vecchio proverbio che pone ancora una volta l'accento sulla responsabilità dell'individuo per l'eccesso di peso. Un mantra che è stato accettato, erroneamente, dalla maggioranza della società. Ma una sempre più ampia scuola di pensiero è convinta che il tema dell’obesità non abbia a che fare del tutto con il cibo o l’attività fisica ma sia molto relazionata all’aumento dei prezzi degli alimenti, la povertà energetica o l'accesso a alloggi e lavoro dignitosi. Insomma ad un disagio sociale diffuso.

Obesità, la prevenzione è un problema sociale oltre che di salute pubblica

Prevenire questa malattia è ormai un problema sociale diventato, in breve tempo, anche un problema di salute pubblica. E’ ormai abbastanza riconosciuto che i gruppi più socialmente vulnerabili sono maggiormente sovrappeso e questo non è dovuto (come molti esperti concordano) sulla poca conoscenza di quello che si dovrebbe fare per mantenersi entro un peso normale. Tanti sanno come fare ma tanti non se lo possono permettere. Buona parte della verità sta nel fatto che le disuguaglianze socioeconomiche producono disuguaglianze significative anche nella salute. Infatti, l'OMS Europa stima che le disuguaglianze dovute al livello di istruzione possono spiegare il 26% dell'obesità negli uomini e fino al 50% nelle donne. Nei paesi economicamente avanzati il rapporto tra disuguaglianza e obesità puo’ far registrare un tasso di obesità triplicato nelle donne di classe sociale più bassa rispetto alle donne con posizioni socioeconomiche migliori.

 

Obesità, cause varie e non solo colpa di ciascun individuo

 

Quindi non è vero che essere grassi sia tutta colpa nostra. E’ pur vero che le cause dell'obesità sono varie, complesse e correlate, ma molta responsabilità sta nella disuguaglianza sociale. E una situazione di questo tipo si registra anche nella popolazione infantile. La prevalenza dell'obesità raddoppia nelle famiglie a reddito più basso rispetto a quelle con più possibilità. Non è certo una novità che palestre, impianti sportivi, piscine siano molto più concentrati in aree urbane più “di pregio”  piuttosto che in aree urbane degradate. Senza dimenticare poi la possibilità economica di accedervi. Ovviamente la soluzione del problema non è né facile e nemmeno veloce. Certo è che bisognerebbe smettere di affrontarlo in maniera personale o familiare ma cominciando a pensarlo  in una prospettiva collettiva con interventi anche di miglioramento urbano e macro-sociale. In breve, l'obesità è una questione etica e politica. Invertire l'attuale situazione dell'obesità nella popolazione infantile e adulta implica comprendere che si tratta di un problema sociale, non di persone che si gonfiano fino all’estremo. Occorre cambiare le politiche sociali per ridurre sia la prevalenza che il divario di disuguaglianza dell'obesità. Non si tratta solo di intervenire con la ricerca scientifica ma occorre cancellare certi paradigmi di tipo sociale ma spesso è più facile far finta di non vedere.

 

 

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