Medicina
Tennis moderno: richieste metaboliche, stress da viaggio e strategie di recupero in uno sport ad alta complessità
Il tennis moderno rappresenta uno degli sport più complessi dal punto di vista fisiologico, metabolico e organizzativo

Sforzi intermittenti, recuperi imprevedibili e calendario fitto: perché nel tennis moderno la nutrizione scientifica è una componente decisiva della performance e della longevità atletica
Sono il Dott. Enzo Luigi Riccardi, Dottore in Farmacia e in Scienze della Nutrizione Umana, specializzato in integrazione nutraceutica e nella gestione personalizzata del benessere attraverso strategie scientificamente validate. Da anni mi occupo di ricerca e divulgazione nel campo dei micronutrienti e dei fitocomplessi, della nutrizione clinica e dell’ottimizzazione della performance, collaborando con atleti, sportivi, pazienti e professionisti sanitari.
Il tennis moderno rappresenta uno degli sport più complessi dal punto di vista fisiologico, metabolico e organizzativo. Non si tratta solo di uno sport tecnico e tattico, ma di una disciplina che impone all’atleta elevate richieste intermittenti, associate a un calendario competitivo estremamente denso, viaggi continui e tempi di recupero spesso imprevedibili.
In questo contesto, la prestazione non è il risultato del singolo match, ma dell’equilibrio tra carico fisico, gestione energetica, recupero e adattamento neuro–metabolico nel medio e lungo periodo.
Struttura fisiologica dello sforzo nel tennis
Dal punto di vista bioenergetico, il tennis è uno sport intermittente ad alta intensità, caratterizzato da: scambi brevi e ad elevata potenza neuromuscolare, recuperi incompleti, durata complessiva altamente variabile. Durante il match coesistono: metabolismo anaerobico alattacido (servizio, sprint, cambi di direzione), metabolismo anaerobico lattacido (scambi prolungati), metabolismo aerobico, fondamentale per il recupero tra i punti e la sostenibilità della prestazione.
Il consumo energetico complessivo può diventare rilevante soprattutto nei match lunghi, con un progressivo decremento delle riserve di glicogeno muscolare, fattore strettamente associato al calo di precisione tecnica e velocità decisionale.
Durata imprevedibile e difficoltà di pianificazione
Una peculiarità del tennis è l’impossibilità di prevedere con precisione: durata dell’incontro, numero di scambi, condizioni ambientali.
Questa incertezza rende complessa la pianificazione nutrizionale pre-match e in-match. L’atleta deve essere in grado di: iniziare l’incontro con una disponibilità energetica adeguata, mantenere la glicemia stabile, evitare disturbi gastrointestinali, adattare l’introito di liquidi e carboidrati in corso d’opera. La nutrizione diventa quindi dinamica e adattativa, non standardizzabile.
Stress da viaggio e desincronizzazione circadiana
Il tennis professionistico è uno sport globalizzato. Gli atleti affrontano: trasferte intercontinentali frequenti, cambi di fuso orario, ambienti climatici differenti, superfici di gioco diverse.
Questi fattori inducono una desincronizzazione del ritmo circadiano, con effetti documentati su: qualità del sonno, secrezione di cortisolo e melatonina, metabolismo glucidico, funzione cognitiva e attenzione. Il jet lag non rappresenta solo un disagio soggettivo, ma un vero stress biologico, capace di ridurre l’efficienza neuromuscolare anche in presenza di una buona condizione fisica.
Impatto del sonno sulla prestazione tennistica
Il sonno svolge un ruolo centrale nella: regolazione del sistema nervoso centrale, consolidamento motorio, recupero muscolare, risposta immunitaria. Nei tornei, il sonno risulta spesso frammentato a causa di: orari di gioco tardivi, attivazione post-match, viaggi, cambi di ambiente.
Una riduzione della qualità del sonno è associata a: aumento della percezione dello sforzo, riduzione dei tempi di reazione, peggioramento della gestione emotiva nei momenti decisivi. Nel tennis, dove l’errore non forzato ha un peso enorme, anche una fatica centrale lieve può determinare l’esito dell’incontro.
Idratazione e termoregolazione
Le competizioni tennistiche si svolgono spesso in condizioni ambientali impegnative, con elevate temperature e umidità.
La sudorazione profusa comporta: perdita di liquidi, perdita di elettroliti, aumento della viscosità ematica. Anche una disidratazione dell’1–2% del peso corporeo è associata a: riduzione della potenza muscolare, calo della precisione tecnica, aumento della fatica mentale. La gestione dell’idratazione non può essere improvvisata e deve considerare sudorazione individuale, durata del match e condizioni climatiche.
Recupero tra match ravvicinati
A differenza di sport con calendari più prevedibili, il tennis impone recuperi variabili: da poche ore a 48 ore.
Il recupero efficace richiede: rapido ripristino del glicogeno, apporto proteico adeguato per la riparazione muscolare, riequilibrio idro-elettrolitico, supporto del sistema nervoso centrale. Un recupero incompleto compromette non solo la prestazione fisica, ma anche la capacità decisionale, cruciale negli scambi ad alta pressione.
La dimensione cognitiva della fatica
Il tennis è uno sport ad altissimo carico cognitivo. Ogni punto richiede: lettura della situazione, scelta tattica, controllo emotivo. La fatica mentale, spesso amplificata da viaggi, sonno insufficiente e stress competitivo, può manifestarsi prima della fatica muscolare.
Una nutrizione inadeguata, un recupero incompleto o una gestione errata dei ritmi biologici aumentano il rischio di: errori tattici, calo di concentrazione, gestione inefficace dei momenti chiave.
Conclusioni
Il tennis moderno è uno sport sistemico, in cui la prestazione nasce dall’interazione tra: metabolismo energetico, sistema nervoso, nutrizione, sonno, recupero, adattamento allo stress da viaggio.
Allenarsi bene non è sufficiente se non si gestiscono correttamente i fattori extra-campo, che oggi rappresentano uno dei principali limiti alla continuità prestativa. In questo scenario, la preparazione dell’atleta tennista non può più essere ridotta al solo allenamento tecnico-fisico, ma deve includere una strategia integrata di nutrizione, recupero e gestione dei ritmi biologici, unica via per sostenere una stagione lunga, globale e altamente competitiva.

