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A Milano 786 “bambini del bosco”: i numeri sui minorenni tolti alle loro famiglie

Dai minori allontanati alle comunità con le madri: i numeri raccontano un disagio diffuso, ma anche una rete che prova a ricostruire futuro e autonomia

A Milano 786 “bambini del bosco”: i numeri sui minorenni tolti alle loro famiglie

A Milano sono 786 i minori seguiti dai servizi sociali perché cresciuti in contesti di forte fragilità familiare o sociale. Realtà spesso invisibili, lontane dai riflettori e dalle semplificazioni del dibattito pubblico. Il pensiero va naturalmente all’esposizione che in queste settimane sta conoscendo la “famiglia nel bosco”

Dietro questo numero riportato dal Corriere si intrecciano storie diverse, segnate da marginalità, vulnerabilità e difficoltà profonde. Ma accanto a queste emerge anche un altro volto della città: quello di una rete di intervento che cerca di intercettare il disagio e costruire percorsi di tutela e crescita.

Nel dettaglio, sono 347 i minori che, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati allontanati dalle famiglie dopo l’accertamento di una situazione di “pregiudizio” per la loro crescita. A questi si aggiungono 234 bambini e ragazzi inseriti in affido temporaneo presso altre famiglie e 205 minori che vivono in comunità insieme alle madri.

Alle spalle, spesso, ci sono contesti complessi: dipendenze, problemi di salute mentale, povertà estrema o incapacità genitoriali. Situazioni che vengono intercettate grazie a una rete capillare composta da scuole, pediatri, ospedali, forze dell’ordine e operatori sociali.

Allontanamenti: in Italia riguardano lo 0,34% dei minori

Nonostante i numeri possano impressionare, l’incidenza degli allontanamenti resta contenuta. In Italia riguarda lo 0,34% dei minori, una percentuale inferiore rispetto ad altri Paesi europei come Francia (1,26%), Germania (1,08%) e Regno Unito (0,7%). Per comprendere il dato milanese, va considerato che i residenti under 18 sono circa 191 mila: le 786 situazioni rappresentano quindi una quota limitata, ma significativa per leggere le fragilità presenti nel tessuto urbano.

Quando un minore viene affidato ai servizi sociali, si attiva un percorso articolato e multidisciplinare. L’obiettivo non è solo la protezione immediata, ma la costruzione di un futuro autonomo. I ragazzi vengono inseriti in comunità o in soluzioni abitative protette, talvolta insieme alle madri, e seguiti nel tempo con progetti educativi e di sostegno. Il tribunale può inoltre autorizzare il cosiddetto “prosieguo amministrativo”, che estende l’assistenza fino ai 21 anni per accompagnare il passaggio all’età adulta.

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