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Energia, Mazzoncini (A2A): “Non c’è un rischio di quantità per l’Italia. Prezzi in calo dal 2027”

Nessun allarme immediato sulla sicurezza energetica italiana. È il messaggio che arriva da Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, intervenuto a Milano in occasione dell’evento “Powering What’s Next” organizzato da CESI. “Non vedo in Italia un rischio di quantità di energia perché gli approvvigionamenti attraverso il Qatar in questo momento sono evidentemente i più critici. In Italia sono una componente minore, siamo circa al 10%. Quindi il 90% delle altre forniture sono garantite e gli stoccaggi sono in una buona situazione”. Un quadro che, secondo Mazzoncini, mette al riparo il sistema nel breve periodo, anche in uno scenario internazionale instabile.

“I mercati scommettono su una guerra breve”

Sul fronte dei prezzi, lo scenario è legato a doppio filo all’evoluzione geopolitica. Ma i segnali che arrivano dai mercati finanziari indicano una prospettiva di normalizzazione. “Al momento lo scenario ci dice che nel 2027 i prezzi ritorneranno bassi, quindi i mercati finanziari stanno immaginando una guerra relativamente breve”. Una previsione che riflette le aspettative degli operatori globali e che potrebbe tradursi, nel medio termine, in un alleggerimento del costo dell’energia.

Bollette: “La materia prima pesa solo per un terzo”

Mazzoncini ha poi chiarito la struttura dei costi dell’energia, ridimensionando l’impatto diretto delle oscillazioni delle materie prime sulle bollette. “Consideriamo che oggi la bolletta elettrica è costituita circa per un terzo dal costo della materia prima, un terzo sono le reti (che non cambiano) e un terzo sono tasse che governa lo Stato. Un elemento che limita gli effetti degli aumenti”.

Il nodo strategico dell’idroelettrico

Tra le leve strutturali del sistema energetico italiano, Mazzoncini individua nell’idroelettrico una risorsa chiave. “L’idroelettrico è sempre stata la nostra risorsa più importante perché siamo il terzo paese di produzione idroelettrica d’Europa dopo la Norvegia e la Francia e produciamo 50 terawattora di idroelettrico che sono resilienti a qualunque tensione geopolitica”. Un vantaggio competitivo che si lega anche al confronto in corso sulle concessioni: “C’è un dibattito per evitare di essere l’unico paese europeo che mette a gara le concessioni idroelettriche senza reciprocità. Credo che potrà essere l’occasione per chiudere anche questa partita”.

I settanta anni di CESI: l’evento a Milano

Le dichiarazioni arrivano nel contesto dell’evento organizzato da CESI nella sede di via Rubattino, che ha riunito alcuni dei principali protagonisti del settore energetico italiano, tra cui il ministro Gilberto Pichetto Fratin e gli amministratori delegati di Enel, Terna, Edison, Prysmian e A2A. Al centro del confronto, i grandi temi della transizione energetica: sicurezza degli approvvigionamenti, sviluppo delle infrastrutture, decarbonizzazione e innovazione tecnologica, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni. Un quadro in cui, tra incertezze globali e trasformazioni strutturali, l’Italia continua a giocare una partita decisiva sul terreno dell’energia.

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