Milano
Milano, Albertini: "Ho fatto io il nome di Civita a Forza Italia. Un politico rischia di escludere gli elettori di centro"
L'ex sindaco annuncia il suo sponsor a Civita, è lui ad averlo segnalato al centrodestra. Sull'ipotesi Lupi: "un politico non ha le carte per vincere"

Milano, Albertini: "Ho fatto io il nome di Civita a Forza Italia. Un politico rischia di escludere gli elettori di centro"
Gabriele Albertini rivela: "Sono io lo sponsor" di Antonio Civita", il patron di Panino Giusto che nei giorni scorsi ha dichiarato la propria disponibilità a scendere in campo come candidato sindaco di Milano per il centrodestra nel 2027. Come riporta Il Giornale l’ex sindaco conferma di aver incontrato l’imprenditore e di esserne rimasto colpito: "È una persona che mi ha fatto un’eccellente impressione, con un curriculum molto ragguardevole."
Albertini, componente del Tavolo Milano di Forza Italia presieduto da Letizia Moratti, minimizza però il suo ruolo: "Non sono un decisore, ma un 'vecchio zio' che partecipa alle riflessioni". Racconta di aver segnalato il nome di Civita proprio a Moratti e al segretario regionale azzurro Alessandro Sorte, anche se entrambi avrebbero giudicato la discussione prematura. "Il mandato di Sala scade nella primavera del 2027, c’è ancora più di un anno e può succedere di tutto", osserva.
Albertini: "Un nome troppo politico rischia di escludere gli elettori di centro"
Pur invitando alla prudenza per evitare un’esposizione troppo anticipata, Albertini avverte però del rischio opposto: "A un candidato civico servono almeno sei mesi per farsi conoscere. Arrivare all’ultimo sarebbe un disastro". Per l’ex primo cittadino, la strada per provare a colmare il divario con il centrosinistra passa inevitabilmente da una figura della società civile: "Un nome troppo connotato politicamente rischia di escludere i voti dei neocentristi, che a Milano sono decisivi, e non mobilita né l’astensionismo di centrodestra né i moderati del centrosinistra".
In quest’ottica, Albertini guarda con interesse all’apertura di Carlo Calenda a un’alleanza in vista delle prossime Comunali. "Anche un 2-3% di voti trasferibili può fare la differenza, considerando che oggi partiamo da un divario di lista tra i 10 e i 13 punti", sottolinea. Al contrario, secondo l’ex sindaco, un candidato politico di area centrodestra "non allargherebbe il consenso e difficilmente avrebbe le carte per vincere".
Un passaggio riguarda anche le posizioni più scettiche all’interno della coalizione, in particolare quelle attribuite al presidente del Senato Ignazio La Russa. "Forse qualcuno dà per scontata la sconfitta e pensa a una candidatura utile soprattutto in termini di visibilità", commenta Albertini, senza fare nomi ma con un riferimento che sembra richiamare l’ipotesi Maurizio Lupi.
Quanto a un suo ritorno diretto in campo, Albertini chiude con una battuta: «Sono stato eletto sindaco a 46 anni, ora ne ho 75. Se mi candidassi rischierebbero di portarmi direttamente al Famedio". Il suo ruolo, assicura, sarà quello di aiutare "qualcuno che può davvero farcela".
Nel frattempo, Antonio Civita resta sullo sfondo come profilo civico in attesa di maturazione politica. Romano di origine ma milanese d’adozione da 27 anni, attivo nell’imprenditoria, nel sociale e nello sport, ha spiegato di voler restituire alla città ciò che gli ha dato: "Milano mi ha permesso di realizzare i miei sogni. Vorrei che tornasse a esserlo soprattutto per i giovani". Per ora, però, Lega e Fratelli d’Italia restano cauti. La partita per Palazzo Marino è appena iniziata.












