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Milano

"Non ci sarà nessuna mobilità forzosa automatica per chi non è in grado di acquistare la casa in cui abita. Al contrario, Aler è attivamente impegnata a valutare caso per caso, con attenzione e responsabilità, ogni singola situazione, al fine di garantire al meglio anche quegli inquilini che non sono in condizione o non ritengono di aderire all'offerta di acquisto". Così l'assessore alla Casa di Regione Lombardia Fabrizio Sala, dopo l'incontro con il presidente dell'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale (Aler) di Milano Gian Valerio Lombardi, volto a fare chiarezza sulla reale portata delle comunicazioni inviate in questi giorni da Aler per un primo lotto di unità immobiliari individuate nel piano vendite straordinario. L'alienazione di un numero compreso tra le 6mila e le 10mila unità immobiliari di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) rientra tra le previsioni del piano di risanamento predisposto dall'azienda e approvato dalla Giunta regionale il 5 dicembre scorso. "Si tratta - ha spiegato ancora Sala - di una misura necessaria, insieme ad altre, per riportare l'azienda in una situazione di equilibrio, così da poter riprendere ad affrontare con maggior efficacia ed efficienza il difficile compito di rispondere alle esigenze abitative delle fasce meno fortunate della popolazione lombarda". Il piano si basa in via preferenziale sull'adesione volontaria da parte dell'inquilino, economicamente incentivata da una significativa scontistica sul prezzo d'acquisto (pari al 44 per cento rispetto al valore di mercato).

"Solo chi non conosce la vera composizione sociale e la situazione dei quartieri popolari poteva credere di fare un piano di vendita che prevedesse lo spostamento forzoso di migliaia di famiglie che non compreranno il proprio alloggio popolare messo in vendita per risanare il buco dell'Aler Milano _ affermano Sicet e Cisl -. Regione e Aler ci hanno provato, ma hanno dovuto fare i conti con la realtà: la grave situazione di crisi dei bilanci famigliari e, anche volendo andare fino in fondo, l’evidente impossibilità di reperire all’interno del proprio patrimonio la disponibilità di migliaia di alloggi da offrire in alternativa a chi non compra. Le proteste contro il piano vendite dei tantissimi inquilini impossibilitati ad acquistare che hanno partecipato alle assemblee organizzate dal Sicet nei quartieri popolari hanno oltremodo convinto Regione e Aler a tornare sui propri passi e ad affermare che nessuna famiglia sarà spostata dall’alloggio popolare in cui abita e che non potrà acquistare. In buona sostanza questi alloggi saranno ritirati dal piano vendita"

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fabrizio salagianvalerio lombardialer







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