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Alessandro Spada, chi è l’ex presidente di Assolombarda che piace alla Lega per Milano

Fontana lo definisce “una persona di grande valore”, Salvini parla di “ottimo imprenditore”. Dalla manifattura alla guida di Assolombarda. Le idee di Spada su Grande Milano, giovani, casa, lavoro e San Siro

Alessandro Spada, chi è l’ex presidente di Assolombarda che piace alla Lega per Milano
Alessandro Spada (Assolombarda)

Il nome di Alessandro Spada torna nel dibattito politico milanese come possibile profilo civico-imprenditoriale per il centrodestra alle prossime comunali. A rilanciarlo, nelle ultime ore, sono state le parole del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del vicepremier Matteo Salvini.

Fontana, a margine di un’iniziativa alla Fondazione Cariplo, ha scelto una formula prudente ma tutt’altro che fredda: “Tutti i nomi che sono stati fatti sono nomi di persone di valore. Credo che anche Alessandro Spada sia una persona di grande valore”, ha dichiarato il governatore. Il punto, secondo Fontana, non è ancora l’investitura di un singolo nome, ma la necessità che la coalizione arrivi rapidamente a una scelta: “La cosa importante è che le forze politiche si trovino, facciano la sintesi e individuino la persona che ritengono migliore per essere considerato candidato per la città di Milano”. E ancora: “Deve essere fatto sollecitamente perché i cittadini hanno bisogno di sapere chi è il loro candidato e di ascoltare dal loro candidato quali sono i suoi progetti, i suoi programmi, il suo modo di vedere il futuro della città”.

Ancora più esplicito Matteo Salvini, che ieri di Spada ha detto: “L’ho conosciuto e ne ho avuto grande stima. È un ottimo imprenditore e sicuramente un profilo che a me piacerebbe, come altri che si stanno proponendo”. Anche per il leader della Lega il tema è il calendario politico: “L’importante è che il centrodestra scelga in fretta, prima dell’estate. Manca veramente poco prima dell’estate e tutto può succedere”.

Dalla manifattura ad Assolombarda: chi è Alessandro Spada

Alessandro Spada è nato a Monza il 31 agosto 1965. Imprenditore del settore manifatturiero e digitale, ha legato una parte importante del proprio percorso alla VRV, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di apparecchi a pressione per l’industria chimica, petrolchimica, farmaceutica, dell’energia e dei gas industriali. Oggi è Corporate Advisor di Chart Industries Inc., gruppo internazionale attivo nelle apparecchiature ingegnerizzate per energia e gas industriali, ed è vicepresidente del gruppo VRV.

È inoltre presidente di E-matica Srl, società specializzata nella consulenza, produzione e gestione di sistemi di automazione in ambito civile e industriale, amministratore delegato di Safe Investment Holding Srl e membro dei consigli di amministrazione di realtà come NB Aurora e Bracco Spa. In passato è stato componente del Cda del Sole 24 Ore dal 2013 al 2016, della Fondazione Fiera Milano dal 2022 al 2025 e, dal 2007 al 2014, del Comitato scientifico della Fondazione Politecnico di Milano.

La sua storia associativa inizia molto prima della presidenza di Assolombarda. Dal 2005 ha ricoperto incarichi nel sistema confindustriale e camerale: presidente dei Giovani Imprenditori di Assolombarda dal 2005 al 2007, presidente di Innovhub dal 2007 al 2014, presidente di Parcam dal 2018 al 2021, presidente di Confidi Systema dal 2018 al 2021. Dal maggio 2020 al giugno 2025 è stato presidente di Assolombarda, la più grande associazione territoriale del sistema Confindustria, con quasi 7mila imprese e oltre 414mila lavoratori nei territori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia.

L’impresa di famiglia e la lezione del padre

Intervistato dal Giorno nel giugno 2024, nella quale l’ex presidente di Assolombarda ha raccontato le origini familiari, Monza, il rapporto con Milano e il percorso nell’azienda di famiglia. Nato e cresciuto a Monza, ricorda gli anni del Collegio della Guastalla, delle superiori al Mosè Bianchi, della laurea in Giurisprudenza alla Statale e poi della specializzazione negli Stati Uniti in business administration. “Dopo un anno all’estero, quando sono tornato, avevo toccato com’è vivere in una grande metropoli e vedevo in Milano la mia grande opportunità”, ha raccontato al Giorno.

Da ragazzo, però, il suo sogno non era l’associazionismo imprenditoriale: “Non ho mai pensato di voler fare il presidente di Assolombarda, da ragazzino mi sarebbe piaciuto fare il giornalista sportivo. Invece fortunatamente ho seguito il consiglio di mio padre e ho provato a scoprire com’era lavorare nell’azienda di famiglia. Una realtà che mio padre, Martinitt, ha costruito dal nulla e ha saputo sviluppare con grande passione che ha trasmesso anche a noi figli”.

Nella stessa intervista al Giorno, Spada sintetizza così ciò che serve oggi a un imprenditore: “Crescere attraverso le persone, l’innovazione e la capacità di assecondare le richieste del mercato. Per farlo ci vogliono coraggio e un po’ di incoscienza”.

Una visione molto coerente con il suo profilo pubblico: industria, internazionalizzazione, pragmatismo, fiducia nella capacità italiana di creare valore anche senza materie prime. “Noi siamo un Paese che non ha materie prime ma siamo sempre stati dei grandi ideatori e trasformatori in tutti i settori e a tutti i livelli. Il made in Italy non è scritto sui libri, è la capacità di sapersi districare nei problemi e arrivare a fare prodotti migliori degli altri. Nessuno è più bravo di noi italiani”, aveva dichiarato.

La Grande Milano e i giovani: il progetto metropolitano

Uno dei passaggi più politici della visione di Spada riguarda la cosiddetta “Grande Milano“, tema che l’ex presidente di Assolombarda ha rilanciato in più occasioni. In particolare, come ricostruito dal Foglio nell’ottobre 2023, Spada aveva sostenuto l’idea di una Milano pensata non più solo entro i confini amministrativi del Comune, ma come area vasta da circa tre milioni di abitanti, capace di integrare città, hinterland, Monza e Brianza, infrastrutture, casa e lavoro.

In quel contesto, Spada aveva collegato il progetto metropolitano anche al tema dei giovani: “Ecco perché lanciamo un’alleanza per i giovani che coinvolga i principali attori della città, a partire dal Comune e dalla Regione fino al terzo settore e agli altri corpi intermedi. Un’alleanza che ponga al centro l’urgenza di trovare soluzioni alle questioni più critiche per i giovani: formazione, lavoro, casa. In questa direzione, il primo passo necessario è che Milano si ripensi come area vasta, allargando i propri confini”.

Spada, San Siro e il nodo delle grandi trasformazioni urbane

Tra i dossier milanesi sui quali Spada si è espresso con maggiore nettezza c’è anche San Siro. Intervistato dal Giorno nel settembre 2024, a proposito del vincolo sullo stadio e della rinuncia Uefa alla finale di Champions 2027, aveva detto: “Francamente ciò che ha inserito la Sovrintendenza è qualcosa che faccio fatica a capire perché non ritengo che San Siro sia un bene che abbia un valore architettonico”. Per Spada, il punto era arrivare a una decisione sul futuro dell’impianto e dell’area: “Ci sta che in una situazione di grande incertezza non venga assegnata la finale di Champions League a San Siro, quello che è importante è riuscire ad avere una definizione su quello che sarà il futuro dello stadio”. Sempre al Giorno, ricordava di aver partecipato alla consultazione in Comune e di aver sostenuto che la soluzione fosse “rivedere tutta l’area”, definendola “un’opportunità per tutta la città”.

Giovani, casa, lavoro: i temi della città attrattiva

La Milano immaginata da Spada è una città che resta attrattiva, ma che deve governare meglio i propri squilibri. Nei suoi interventi pubblici tornano spesso tre parole: formazione, lavoro, casa. Sono i nodi che, nella sua visione, decidono la capacità della città di trattenere giovani, competenze e lavoratori.

Al Corriere, nel giugno 2024, ha detto: “Vorrei che Milano potesse trattenere più risorse economiche”. Un tema che si lega alla difficoltà delle imprese nel trovare lavoratori, ma anche al costo dell’abitare e alla necessità di pensare Milano come sistema più largo, non come centro isolato che consuma attrattività senza redistribuirla.

Spada, un profilo che piace alla Lega

Spada non è un politico di professione, ma negli anni ha costruito un profilo pubblico riconoscibile: imprenditore, uomo del sistema confindustriale, voce del mondo produttivo milanese e lombardo. La sua eventuale candidatura parlerebbe a un centrodestra alla ricerca di un nome civico, capace di competere sul terreno dell’efficienza, dello sviluppo economico e della gestione delle grandi trasformazioni urbane.