Caffo, maltrattamenti nei confronti della ex: pena ridotta a due anni in appello. Ma dovrà seguire un percorso di recupero - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 16:11

Caffo, maltrattamenti nei confronti della ex: pena ridotta a due anni in appello. Ma dovrà seguire un percorso di recupero

Accolto il concordato dalla Corte di Milano. Il filosofo Leonardo Caffo: "Accordo per il bene di mia figlia, la stampa mi ha massacrato"

di Roberto Servio

Caffo, maltrattamenti nei confronti della ex: pena ridotta a due anni in appello

La Corte d’Appello di Milano ha dimezzato la condanna inflitta in primo grado al filosofo Leonardo Caffo, imputato per maltrattamenti aggravati nei confronti della ex compagna. Accogliendo la proposta di concordato avanzata dalla difesa, i giudici hanno ridotto la pena da quattro a due anni di reclusione, concedendo anche il beneficio della sospensione condizionale e della non menzione.  Nel provvedimento, la Corte ha assolto Caffo dall’accusa di lesioni con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. L’episodio contestato riguardava la frattura di un dito della mano della giovane donna durante un litigio, che secondo la ricostruzione dell’imputato non sarebbe stata provocata intenzionalmente.

I giudici hanno inoltre stabilito che la sentenza sia subordinata allo svolgimento, entro sei mesi, di un percorso di recupero per uomini maltrattanti. Per il resto è stata confermata la decisione di primo grado, senza però il riconoscimento dell’aggravante. La ex fidanzata di Caffo, che aveva già ottenuto un risarcimento di circa 45 mila euro, ha revocato la costituzione di parte civile.

Caffo: "Concordato per il bene di mia figlia, la stampa mi ha massacrato"

"E' andata bene abbiamo fatto un concordato, l'abbiamo fatto per un bene superiore (quello della figlia minore, ndr): oggi e' una buona giornata e chi vuole speculare, speculi, ma intanto tutti i soggetti coinvolti possono andare avanti senza conflitto ed e' una buona cosa perche' la guerra porta guerra e io non la voglio la guerra", ha commentato Caffo. "Io sono stato massacrato sulla stampa, e' stato deviato il mio lavoro, distrutta la mia credibilita', ho abbandonato gli studenti in aula, pur da incensurato, prima della condanna in primo grado". 

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