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Milano
Cannabis, nasce comitato per l'uso terapeutico in Lombardia

"Il Comitato Cannabis Terapeutica Lombardia (Associazione Luca Coscioni, Associazione Enzo Tortora, Radicali Italiani, Possibile, Cellula Coscioni Lecco) si ripropone di raccogliere, entro 6 mesi, le 5mila firme necessarie per vincolare il Consiglio regionale alla discussione della legge sull'utilizzo dei farmaci a base di cannabinoidi. Con il decreto del 18 aprile 2007, il ministero della Salute ha riconosciuto valore farmacologico ad alcuni derivati medicinali della cannabis, demandando la regolamentazione all'autonomia delle Regioni: Puglia, Basilicata, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Liguria, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e recentemente anche il Piemonte hanno già provveduto ad adattare la normativa regionale e a consentire l'accesso alle cure con farmaci a base di cannabinoidi. In Lombardia, invece, manca una legislazione specifica".

Si legge in una nota che presenta l'iniziativa: "Le proprietà terapeutiche della cannabis, sempre più frequente oggetto di studi scientifici, dimostrano effetti positivi, sia nell'ambito delle terapie del dolore che in patologie più specifiche. L'uso di farmaci cannabinoidi e di preparazioni galeniche a base di Cannabis si è, infatti, dimostrato efficace nel trattamento di patologie come: glaucoma, epilessia, patologie neurologiche, stress post traumatico, emicrania, traumi cerebrali, artrite reumatoide, ictus, morbo di Crohn, SLA, malattie neurodegenerative, anoressia, sindrome di Tourette, spasticità muscolare... - si legge -. Tuttavia, anche nelle regioni dove la prescrizione di farmaci cannabinoidi ha già trovato attuazione normativa, l'accesso a questo tipo di cure non è semplice: i prezzi elevati a causa dell'importazione della terapia, il lungo iter burocratico che rallenta la distribuzione e la disinformazione degli stessi medici portano alcune famiglie a ri volgersi al mercato nero, creando un paradosso in cui il "paziente-criminale" finanzia le narcomafie a causa delle inadempienze del Servizio medico sanitario nazionale e regionale. Proprio per questo è necessario che l'attenzione della Regione verta non solo sulla garanzia di assistenza, ma anche su un'adeguata copertura finanziaria, che renda possibile ai pazienti la terapia, indipendentemente dalla loro fascia di reddito. Per questo c'è bisogno della firma di tutti i cittadini residenti in Lombardia: la campagna di raccolta firme inizierà subito dopo il 15 agosto 2015".

“Se i Radicali riusciranno a raccogliere le firme sul via libera alla cannabis per uso terapeutico, farò tutto il possibile per oppormi alla legge in Consiglio regionale, farò ostruzionismo - lo dichiara Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale in Regione. E come me sono sicuro che faranno quegli esponenti della maggioranza che mercoledì hanno votato ‘no’ all’ordine del giorno dei 5 Stelle che chiedeva la stessa liberalizzazione .Per noi il no alla cannabis vale per tutto: sia per l’uso terapeutico che per svago. La cannabis crea assuefazione, quindi se anche all’inizio viene usata sotto prescrizione medica, poi c’è il rischio che il paziente non riesca più a smettere di farne uso. Oltretutto si corre seriamente il rischio che questo sia solo il primo passo verso una liberalizzazione definitiva. Per questo, dovesse arrivare in Consiglio regionale la proposta dei Radicali, diremo chiaramente no a quello che potrebbe aprire le porte allo sdoganamento”.

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cannabiscomitato cannabis terapeutica lombardia







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