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Chi è Michele Sacerdoti, il nuovo consigliere dei Verdi a Milano: il “sogno” dei Navigli aperti e la mano tesa a Sala

Fisico, ambientalista storico e volto dei comitati: subentra a Monguzzi ma segna una linea diversa. “Non farò battaglia a Sala su tutto”

Chi è Michele Sacerdoti, il nuovo consigliere dei Verdi a Milano: il “sogno” dei Navigli aperti e la mano tesa a Sala

Michele Sacerdoti entra in Consiglio comunale a Milano al posto di Carlo Monguzzi, storico esponente dei Verdi scomparso nei giorni scorsi. “Non sono il successore di Carlo. Occuperò il suo scranno, ma ho posizioni diverse dalle sue”, ha chiarito subito parlando al Corriere, segnando una discontinuità politica pur nella comune appartenenza a Europa Verde.

Sacerdoti, una vita tra scienza e impegno civico

Nato a Milano nel 1950, Sacerdoti ha un profilo atipico per la politica: formazione scientifica e lunga esperienza professionale nel mondo dell’informatica bancaria. Diplomato al liceo Parini e laureato in fisica con 110 e lode, ha lavorato su temi avanzati come i neutrini al Cern di Ginevra. Dopo trent’anni nel settore privato, è tornato all’università conseguendo un dottorato in fisica nel 2018 e collaborando a progetti internazionali su antimateria e positronio tra Cern e Politecnico di Milano. Parallelamente, ha svolto attività didattica all’Università Cattolica e pubblicato diversi lavori scientifici, mantenendo sempre un forte legame con la città.

Dai comitati alla politica locale: nel 2010 sfidò Boeri e Pisapia

L’impegno politico di Sacerdoti nasce negli anni del liceo e del movimento studentesco, per poi consolidarsi sul terreno dell’ambientalismo. Iscritto a Italia Nostra e al Wwf, entra nei Verdi nel 1990. Nel 1991 viene eletto consigliere di Zona 3, incarico che manterrà fino al 1999, occupandosi soprattutto di urbanistica, traffico e tutela del verde. Nel 2010 Michele Sacerdoti si candidò alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano, presentandosi come outsider ambientalista accanto a figure più note come Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Rivendicò un profilo costruito sui temi dell’urbanistica e della tutela del territorio, in contrapposizione ai grandi progetti immobiliari della città. La sua attività si intreccia con quella dei comitati cittadini: dalla difesa della Palazzina Liberty alla battaglia contro i parcheggi sotterranei, fino alla campagna “Tetti Protetti” contro gli interventi sui sottotetti.

Tra le iniziative più simboliche, la protesta del 2005 quando salì su un albero nel Bosco di Gioia per impedirne l’abbattimento, e le mobilitazioni contro progetti urbanistici come Porta Nuova, CityLife e le Varesine.

Le sfide per Milano: verde, urbanistica e quartieri. “Ma non farò battaglia contro Sala su tutto”

Negli anni Sacerdoti ha costruito la sua identità politica su alcune direttrici chiare: difesa degli edifici storici, tutela del paesaggio urbano e contrasto al consumo di suolo. Ha promosso piste ciclabili, aree pedonali come quella di via Spallanzani e iniziative per migliorare il verde urbano, oltre a campagne contro il gioco d’azzardo e a sostegno dei lavoratori precari. Nel 2021 è stato eletto nel Municipio 3, dove ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della commissione Territorio, ambiente e affari istituzionali.

Nel suo ingresso a Palazzo Marino, Sacerdoti prende le distanze dal metodo di Monguzzi: “Non farò battaglia contro Sala su tutto”. Una posizione che si traduce in un approccio più pragmatico, soprattutto sui dossier più divisivi. Sull’urbanistica, ad esempio, non esclude i grattacieli in assoluto ma critica la loro diffusione indiscriminata, soprattutto in prossimità dei parchi. Sullo stadio di San Siro si allinea alla linea della ristrutturazione, mentre su temi politici sensibili, come il gemellaggio Milano-Tel Aviv, invita alla prudenza.

Sacerdoti ed il sogno dei Navigli aperti

Tra le battaglie che intende portare avanti in Consiglio, Sacerdoti indica la riapertura dei Navigli, destinata probabilmente a restare una suggestione, e il rafforzamento del ruolo dei Municipi nelle decisioni urbanistiche. “Il caos urbanistico che si è verificato forse sarebbe stato diverso se fosse stato in vigore il regolamento che consente ai municipi di esprimere un parere obbligatorio”, ha osservato, indicando una delle criticità strutturali della governance milanese. Un profilo tecnico, radicato nei quartieri e meno incline allo scontro frontale: l’ingresso di Sacerdoti segna un cambio di tono dentro i Verdi milanesi, proprio mentre la città affronta una fase delicata sul fronte urbanistico e ambientale.