Milano
Chi era Andrea, il senzatetto morto di freddo a Milano
E' morto per ipotermia il 34enne senza fissa dimora trovato nei pressi del capolinea di San Donato della linea gialla della metropolitana

Chi era Andrea, il senzatetto morto di freddo a Milano
Si chiamava Andrea C., aveva compiuto 34 anni lo scorso 5 dicembre e da tempo viveva in strada. È morto così, probabilmente per ipotermia, dopo una notte trascorsa all’aperto mentre le temperature scendevano sotto lo zero. Sarà l’autopsia disposta dal pubblico ministero a stabilire con certezza le cause del decesso, ma, come racconta il quotidiano Il Giorno, sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza e il primo riscontro medico sembra lasciare pochi dubbi: è stato il freddo intenso degli ultimi giorni a spezzargli la vita.
Andrea era senza fissa dimora e aveva alle spalle precedenti per stupefacenti e reati contro il patrimonio, un passato segnato da fragilità e marginalità che lo aveva portato, come tanti altri, ai margini della città. Lunedì mattina è stato soccorso nella zona di via Impastato, nei pressi del capolinea di San Donato della linea gialla della metropolitana. Le sue condizioni erano già gravi. Trasportato d’urgenza al Policlinico San Donato, non ce l’ha fatta: nel pomeriggio dall’ospedale è partita la segnalazione ai carabinieri per il decesso del trentaquattrenne.
La sua morte riporta al centro una realtà che a Milano si ripresenta ogni inverno: quella delle persone costrette a dormire in strada, esposte al gelo e a rischi spesso sottovalutati. Nelle notti più fredde, la differenza tra la vita e la morte può dipendere da poche ore, da una coperta, da un riparo trovato o mancato.
Il piano freddo del Comune di Milano
Il Comune ha ricordato che dal 17 novembre è attivo il Piano freddo, nell’ambito di Milano Aiuta inverno. Sono circa 450 le persone senza dimora accolte nelle strutture cittadine, l’85% uomini, e nel 65% dei casi si tratta di persone non conosciute dai servizi, che hanno chiesto aiuto per la prima volta. Un dato che racconta un’emergenza sommersa, fatta di invisibili che emergono solo quando il freddo diventa insostenibile.
Attualmente sono nove i centri attivi sul territorio, con altri due in apertura, per aumentare i posti disponibili. Strutture pensate per offrire un riparo immediato, ma anche un primo contatto con i servizi sociali, nella speranza di avviare percorsi di presa in carico più stabili.
“In questi giorni di particolare freddo chiediamo l’aiuto di tutte e tutti per segnalare le persone che vivono in una condizione di marginalità”, ha spiegato l’assessore al Welfare Lamberto Bertolé, invitando a contattare il numero del Comune attivo 24 ore su 24. “I numeri di accoglienza che abbiamo raggiunto sono significativi e dimostrano l’importanza di un servizio fondamentale per salvare vite umane”. Andrea non è riuscito ad arrivare in tempo a una di quelle strutture.
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