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Chirurgia fetale, salvata in utero. Intervento record al Policlinico di Milano

Stocco: “Expertise, tecnologia e multidisciplinarietà il mix giusto per il successo nella cura delle patologie fetali più complesse”

Chirurgia fetale, salvata in utero. Intervento record al Policlinico di Milano
Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano

Un intervento mini-invasivo eseguito alla ventottesima settimana di gravidanza ha permesso di salvare la vita a una bambina colpita da un rarissimo caso di sequestro polmonare in epoca prenatale. Protagonista della vicenda è il team di Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano, centro di riferimento nazionale per questo tipo di patologie.

Il sequestro polmonare fetale è una malformazione congenita estremamente rara, che si presenta in circa un caso ogni 10 mila gravidanze. Si tratta di uno sviluppo anomalo di una porzione di polmone alimentata da un vaso sanguigno irregolare proveniente dall’aorta discendente del feto. Questa massa, pur essendo benigna, può crescere rapidamente comprimendo gli organi circostanti e sottraendo sangue al resto dell’organismo fetale, fino a determinare uno scompenso cardiaco e un concreto rischio di morte intrauterina.

Il caso ha riguardato una donna alla 28ª settimana di gestazione, inviata dalla Puglia a Milano dopo che nel centro di riferimento locale era stata individuata un’anomalia nello sviluppo di uno dei polmoni della piccola. Gli approfondimenti eseguiti al Policlinico hanno evidenziato una crescita rapida della massa con accumulo di liquido a livello pleurico e peritoneale, segni di un peggioramento che non consentiva di attendere il termine naturale della gravidanza.

La decisione è stata quella di intervenire in utero. In pochi giorni è stato programmato l’intervento: sotto guida ecografica, attraverso l’addome materno, è stato introdotto un sottilissimo ago fino al feto per veicolare una fibra laser capace di coagulare il vaso anomalo responsabile dell’irrorazione della massa. La procedura, della durata di circa 30 minuti, è stata eseguita in anestesia locale per la madre, mentre al feto sono stati somministrati farmaci anestetici per garantirne l’immobilità e la sicurezza dell’atto chirurgico.

Fondamentale il lavoro multidisciplinare in sala operatoria, con la stretta collaborazione tra chirurghi fetali, anestesisti, personale infermieristico e neonatologi pronti a intervenire in caso di parto anticipato. L’esito positivo ha consentito alla gravidanza di proseguire: la massa si è progressivamente riassorbita nelle settimane successive. La bambina, chiamata Carola, è nata con taglio cesareo alla 36ª settimana per presentazione podalica. La nascita è stata regolare, senza complicanze legate alla prematurità, e non si sono resi necessari ulteriori interventi chirurgici dopo il parto.

Negli ultimi dodici anni il Policlinico di Milano ha eseguito oltre 600 interventi di chirurgia prenatale per diverse patologie fetali, trattando in utero 10 casi simili di sequestro polmonare, consolidando così un’esperienza unica a livello nazionale e tra le più rilevanti in ambito internazionale.

«L’expertise dei nostri professionisti, unita a tecnologie all’avanguardia e a un approccio multidisciplinare, ci consente di affrontare con successo anche le patologie fetali più complesse, contribuendo a migliorare la qualità e l’innovazione della cura», ha dichiarato il direttore generale Matteo Stocco.