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Bimbo Napoli: Nas di Trento all’ospedale di Bolzano. La madre consegna ai pm l’audio con il cardiochirurgo. L’ avvocato: “Decisioni orientate”

Bimbo Napoli: Nas di Trento all’ospedale di Bolzano. La madre consegna ai pm l’audio con il cardiochirurgo. L’ avvocato: “Decisioni orientate”
Mamma Bambino 2 anni cuore trapianto

Morte del bimbo di Napoli, Nas all’ospedale di Bolzano per accertamenti. La madre consegna ai pm gli audio con il cardiochirurgo

I Nas di Trento si sono recati all’ospedale di Bolzano per alcuni accertamenti sull’inchiesta sul cuore trapiantato al piccolo Domenico, deceduto sabato scorso. I militari si sono fatti consegnare l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura di espianto e trasporto del cuore. Gli inquirenti, apprende l’ansa, per il momento non avrebbero rilevato profili di responsabilità del personale bolzanino.

Il caso del piccolo Domenico, il bimbo di due anni morto dopo un trapianto di cuore, si arricchisce di nuove contestazioni. Da Bolzano arriva una relazione che punta il dito contro il team di medici di Napoli e segnala “mancanze e criticità” nella procedura di espianto e nella gestione successiva dell’organo: rilievi che, secondo quanto riportato, riguardano anche la conservazione del cuore destinato al bambino e la gestione dell’eparina. Il documento è stato inviato lo scorso 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute. Una mossa che sposta ulteriormente i riflettori sull’intera catena di passaggi legati al prelievo e al trasporto del cuore, arrivato a Napoli già danneggiato, e poi impiantato il 23 dicembre nel corso dell’intervento al Monaldi.

Nella mattinata di oggi, 24 febbraio, la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, accompagnata dal suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, si è recata negli uffici della Procura di Napoli per consegnare ai magistrati una registrazione audio. Si tratta di un colloquio avuto con il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, il dottor Guido Oppido, conversazione che risale proprio al 18 febbraio.

Nella chiavetta consegnata al pm c’è l’audio di un colloquio risalente allo scorso 18 febbraio in cui il chirurgo del Monaldi che ha effettuato il trapianto al piccolo Domenico, il dottor Guido Oppido, spiega alla mamma del bambino di averla rassicurata il giorno prima sulla possibilità di poter ancora effettuare un nuovo trapianto al bambino “solo per disperazione”.

“Il dottor Oppido – spiega l’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi – quando si è recato dalla signora per comunicare l’esito negativo del consulto avuto con l’heart time allargato, quello al quale hanno partecipato i maggiori esperti nazionali, ha detto ‘signora ieri sera quando le ho detto che Domenico era trapiantabile non lo era, l’ho fatto per disperazione’.Questo – prosegue l’avvocato – fa pensare che Oppido avrebbe in un certo qual modo orientato le decisioni dell’heart team.Se lui dice che fino alla sera prima il Monaldi considerava trapiantabile il bimbo comprova che era lui a decidere se fosse trapiantabile o meno. Ricordo che il dottor Oppido è rimasto il medico curante di Domenico fino al giorno della procedura condivisa di cure richiesta da noi. Èstato il nostro medico di parte a chiedere che Domenico avesse un altro medico curante e solo allora Oppido è stato rimosso”.

Ora la Procura acquisisce anche questo nuovo materiale, mentre da Bolzano arrivano rilievi tecnici formalizzati al Ministero. Due elementi che, insieme, alimentano l’attenzione investigativa sulla sequenza di scelte, controlli e procedure che hanno preceduto e seguito il trapianto.

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