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Milano
Città Metropolitana, un aborto. Assessori pronti a dimettersi. Inside

di Fabio Massa

L’incontro con il governo sarà decisivo. Ma è certo che sulla Città Metropolitana i toni si stanno accendendo e non di poco. Al punto che, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, tutti gli assessori potrebbero arrivare a una protesta clamorosa nei confronti del governo, ultrarenziani compresi: rimettere polemicamente le deleghe. “Non siamo dei liquidatori di un aborto”, dicono alcuni dirigenti dem di primo piano. Il tema è effettivamente molto spinoso e delicato, con delle spinte divergenti.

Da una parte la Città Metropolitana ha iniziato una battaglia con la Regione Lombardia sulle competenze. Troppo ristrette, troppo insoddisfacenti. Insomma, una diminutio rispetto anche solo a quello che faceva la provincia. Dall’altra, le risorse assolutamente inadeguate, di responsabilità governativa. Pare che Pisapia, che nei giorni scorsi ha incontrato a Roma il sottosegretario di Stato Claudio De Vincenti, abbia provato a battere i pugni sul tavolo. La risposta è stata però abbastanza vaga, il cui contenuto, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, è più o meno di questo tenore: la mancanza di risorse deriva da un deficit strutturale ereditato dalla Provincia di Milano, quindi non esiste una responsabilità governativa. Insomma, uno scaricabarile dei peggiori, che sul territorio manda su tutte le furie i dirigenti dem.

Intanto, pubblicamente, dopo il commento di Pinocchio (la rubrica di Affaritaliani.it su Radio Lombardia), interviene la consigliera delegata Arianna Censi (in pratica, l’assessora): “In merito alle considerazioni, ci tengo a fare una precisazione: il fatto che i Consiglieri di Città Metropolitana lavorino senza un corrispettivo economico non significa che non svolgano col massimo dell’impegno le funzioni loro delegate. naturalmente questa non può essere una soluzione sostenibile nel tempo”.

@FabioAMassa

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