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L’appello di Consorzio Cooperative Lavoratori per sbloccare l’edilizia a Milano

Dopo anni di attesa cresce la preoccupazione per il futuro dei 440 alloggi destinati a famiglie e cittadini milanesi

L’appello di Consorzio Cooperative Lavoratori per sbloccare l’edilizia a Milano

440 gli alloggi CCL a Milano tra edilizia convenzionata, edilizia libera e abitazioni destinate alla locazione a canoni accessibili che attendono ancora il rilascio dei necessari titoli edilizi. 5 le iniziative cooperative ferme. 16 i mesi trascorsi dall’ultimo incontro con i soci e nessuna tempistica certa sul loro futuro. Un blocco che coinvolge direttamente centinaia di famiglie, imprese e lavoratori e che rappresenta una delle principali preoccupazioni espresse dai soci delle cooperative aderenti a CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori, che si sono riuniti oggi in un’assemblea straordinaria per fare il punto sulla situazione e per condividere le possibili azioni da intraprendere nelle prossime settimane.

Nel corso del dibattito è stato ribadito come le cooperative abbiano continuato, in questi anni, a collaborare con gli uffici competenti, fornendo tutte le integrazioni richieste e adeguando, ove necessario, i progetti anche a costo di significativi investimenti aggiuntivi sostenuti da CCL. Nonostante ciò, il percorso amministrativo continua a procedere con estrema difficoltà.

Maggioni (CCL): “La nostra continuità aziendale è messa in discussione”

“Non siamo di fronte a un semplice ritardo, ma a una situazione di blocco che produce effetti concreti su centinaia di soci che attendono una casa, sulle cooperative e sulle persone che vi lavorano. Per la prima volta, dopo 50 anni di attività, la continuità aziendale di CCL è in discussione. Non per errori strategici o scelte azzardate ma per ragioni a noi oscure, che ostacolano il rilascio di titoli edilizi per noi dovuti. Spetta alla politica ascoltare il nostro appello e creare le condizioni affinché possano esserci risposte chiare e tempi certi” – ha sottolineato Alessandro Maggioni, Presidente di CCL.

Barbieri (IULM): “Milano ha urgente bisogno di case accessibili”

“Milano ha urgente bisogno di case accessibili. Chiediamo al Comune trasparenza nelle istruttorie. Non cerchiamo scorciatoie, ma il corretto funzionamento della macchina pubblica. La città non può permettersi di fermare chi è pronto a costruire case sostenibili” – aggiunge Vincenzo Barbieri, Presidente di LUM.

Le storie dei soci che non sanno quando avranno una abitazione

I soci hanno espresso comprensibile preoccupazione per il protrarsi dell’incertezza, evidenziando come l’attesa comporti costi economici, organizzativi e personali sempre più difficili da sostenere. Mirko, 33 anni, ha voluto raccontare la propria situazione: “A dicembre del 2024 abbiamo iniziato a cercare la nostra prima casa e deciso di entrare nell’intervento della Cooperativa Unitaria Certosa, che sarebbe dovuto partire nell’estate 2025. Oggi, a distanza di un anno, siamo ancora senza risposte. L’incertezza non blocca soltanto un progetto edilizio: blocca le scelte di vita delle persone. A 33 anni inizi a pensare a una famiglia, a una stabilità, a un percorso da costruire nella città in cui vivi. Invece ci ritroviamo sospesi, senza sapere quando e se questo progetto potrà finalmente partire. E quando l’attesa si prolunga così tanto, si finisce inevitabilmente per chiedersi se abbia ancora senso restare a Milano. Una città che vuole essere attrattiva e inclusiva non può lasciare senza risposta il bisogno di casa di chi vuole viverci e costruirvi il proprio futuro”.

Tra i soci c’è Claudia, 42 anni, assegnataria dell’intervento di via Taggia. Quando aderì al progetto, nel 2020, suo figlio aveva due anni. Oggi ne ha otto e nel frattempo la famiglia si è allargata con l’arrivo di un secondo bambino. Da oltre sei anni attende di conoscere il destino della propria casa: “Questa situazione sta avendo conseguenze molto pesanti sulla nostra vita, sia dal punto di vista economico sia da quello personale. Quando abbiamo aderito al progetto pensavamo di trasferirci nel giro di pochi anni. Oggi, dopo oltre sei anni, non sappiamo ancora quando potranno iniziare i lavori. Nel frattempo, la nostra famiglia è cresciuta, sono nati nuovi bisogni e continuiamo a vivere in una condizione di incertezza. I miei figli frequentano ancora le scuole del quartiere in cui vivevamo e ogni giorno dobbiamo organizzare la nostra vita attorno a una soluzione che avrebbe dovuto essere temporanea. Siamo cittadini che hanno investito i propri risparmi e costruito un progetto di vita su questa casa. È grave, inconcepibile, che non ci sia una motivazione chiara, nonostante il progetto sia a norma. Questo silenzio aumenta i problemi delle famiglie coinvolte che sono già significativi”.

L’assemblea ha infine confermato la volontà delle cooperative di proseguire le iniziative di informazione e sensibilizzazione pubblica sulla situazione in corso, affinché non venga meno l’attenzione su una vicenda che riguarda non soltanto i soci coinvolti, ma più in generale il tema della casa e dell’accessibilità abitativa a Milano. Milano ha bisogno di nuove abitazioni a prezzi sostenibili. Le cooperative sono pronte a realizzarle. I soci chiedono che vengano create al più presto le condizioni per poterlo fare.

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