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Milano
Coronavirus e disagio psicologico, italiani sempre più stressati

Da qualche giorno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha iniziato a parlare di disagio psicologico. Lo ha fatto in Parlamento presentando le misure per contenere la pandemia ed anche durante la conferenza stampa sui contenuti del nuovo DPCM.

L’ultima rilevazione sullo stress degli italiani, di inizio novembre, condotta dall’Istituto Piepoli ci da un indice di 62 su 100, lo stesso livello di marzo. Il 41% delle persone evidenzia un livello di stress tra 80 e 100 su 100. Un altro sondaggio, condotto dall’Eurodap (Associazione Europea per il Disturbo da Attacchi di Panico), evidenzia che per il 57% dei partecipanti, una delle conseguenze psicologiche più evidenti del Covid-19 è la paura di essere contagiati o di poter contagiare gli altri senza saperlo. Solo il 18% è preoccupato per le conseguenze socio-economiche. Il restante 25% teme le misure restrittive. Per gli intervistati, le emozioni dominanti continuano a essere nervosismo ed agitazione. Il 79% è molto preoccupato e agitato e solo il 7% afferma di riuscire ad essere tranquillo. “Ansia e stress sono diretta conseguenza dell’incertezza – afferma Alessandro De Carlo, psicologo e docente universitario – la pandemia ha tolto certezze fondamentali e questo porta la gran parte delle persone a sentirsi smarrite. E’ importante però sottolineare che non si tratta di patologia ma di una fisiologica, “normale” reazione a una situazione straordinaria.

De Carlo, durante il primo lockdown, ha trattato l’ansia e lo stress di medici e infermieri degli ospedali Covid con la realtà virtuale, ottenendo risultati sorprendenti con l’abbassamento degli stati ansiosi di oltre il 50%. Ora ha lanciato l’app Sygmund, dove chiunque può collegarsi e trovare uno psicologo con cui confrontarsi in videochiamata, in qualunque momento e da qualunque luogo.

“Sygmund è una piattaforma nata per dare una risposta alle esigenze e alle necessità degli italiani, confermate tra le altre cose dagli ultimi sondaggi. Con un clic ci si collega e si può parlare subito con uno psicologo, con cui poi si deciderà se effettuare un percorso da cinque oppure otto sedute. E’ un counseling psicologico che permette di affrontare problemi come ansia, stress e paure”.

“L’idea della piattaforma è nata prima della pandemia, ma ci siamo trovati a dover affrontare questa emergenza. I dati più significativi nel primo periodo di attività arrivano dalle regioni maggiormente colpite dal virus. In Lombardia, per esempio, le richieste di supporto relative allo stress legato alle "normali" pressioni sul lavoro, alle criticità legate alle dipendenze, alle difficoltà sociali, problemi che durante i periodi di normalità sono i più trattati e affrontati, sono estremamente diminuite, salvo un piccolo ritorno durante l’estate, quando la tensione Coronavirus si è allentata. Ora per oltre il 90% dei casi riceviamo richieste d’aiuto legate alla nuova fase emergenziale, sono persone che hanno paura di contagiarsi, di andare a lavorare, addirittura temono di compromettere i rapporti familiari. E’ una realtà nuova anche per noi psicologi ma è fondamentale dare delle risposte concrete per non compromettere una situazione già fragile. Nei grandi centri come Milano queste situazioni fisiologicamente si moltiplicano”.

“Il supporto psicologico – conclude De Carlo - può fare molto in questi casi: non si tratta di interventi che fanno sparire il problema a monte, ovviamente, ma lo rendono più interpretabile e gestibile. Inoltre è fondamentale intervenire per ridurre le conseguenze psicologiche di questo periodo a medio e lungo termine, che rischiano di essere un peso per il paese e la società, oltre ovviamente che per la salute dei singoli, negli anni a venire”.

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