Milano si conferma capitale italiana dei data center. La prima mappatura realizzata dal progetto ProdAction del Politecnico di Milano fotografa una concentrazione senza precedenti nell’area metropolitana. Su 49 data center attivi in Lombardia, 33 si trovano nella Città metropolitana di Milano, pari al 67% del totale regionale. Considerando che in Italia le strutture sono circa 200, il peso milanese risulta ancora più evidente: la potenza nominale installata nell’area raggiunge circa 414 MegaWatt, il 68% del totale nazionale. I dati sono stati presentati nel corso della conferenza internazionale “Datascapes. Exploring the Spatiality of Digital Infrastructures”, organizzata dal CRAFT – Centro di competenze per Territori Antifragili del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico.
Data center a Milano, una crescita destinata ad accelerare
La crescita è destinata ad accelerare. Oltre ai 33 impianti attivi, nell’area milanese risultano 10 data center in costruzione, con apertura prevista tra il 2028 e il 2029, e altri 23 in fase di valutazione presso gli enti locali. Le dimensioni degli impianti stanno aumentando: se i data center attivi hanno in media potenze inferiori ai 10 MW, quelli in costruzione si collocano tra 20 e 60 MW (media circa 30 MW), mentre quelli in valutazione oscillano tra 24 e 300 MW, con una media di circa 80 MW. “Si conferma così la tendenza, già chiara nel panorama internazionale, a realizzare Campus Data Center, grandi complessi di più edifici con potenze molto elevate”, ha spiegato Eugenio Morello, coordinatore del progetto. Se tutti gli impianti in costruzione saranno completati entro il 2028, porteranno un incremento di 318 MW, quasi il raddoppio dell’esistente.
Verso quota 1 Gigawatt entro il 2030
Il dato più rilevante riguarda le prospettive. Considerando anche i progetti oggi sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale ministeriale, entro il 2030 potrebbero aggiungersi circa 600 MW ulteriori. Nel complesso, Milano potrebbe quindi registrare quasi 1 Gigawatt di potenza in più rispetto alla situazione attuale, consolidando ulteriormente la concentrazione del fenomeno nell’area metropolitana. Secondo i ricercatori, mentre a Roma si contano una ventina di data center, ampie aree del Paese risultano quasi del tutto prive di queste infrastrutture, evidenziando una disparità tecnologica a livello geografico.
Il nodo del consumo di suolo: 120 ettari su aree verdi
Lo studio analizza anche l’impatto territoriale. Nell’area milanese circa 20 progetti (6 in costruzione e 14 in valutazione) insistono su aree dismesse. Tuttavia restano significativi gli interventi su terreni permeabili o agricoli. Sono 13 i progetti in costruzione o valutazione su greenfield, pari al 39% del totale, ma occupano il 53% delle superfici previste: circa 120 ettari complessivi, equivalenti a 160 campi da calcio. “Significa che generalmente gli impianti più grandi si installano su aree ancora verdi”, ha osservato Cristiana Mattioli, sottolineando come molti progetti siano sottoposti a VIA per i loro impatti ambientali.
Le raccomandazioni ai decisori pubblici
La ricerca, condotta con il coinvolgimento di Comuni, Città metropolitana, studi di architettura, società di ingegneria, sviluppatori e operatori del settore, nasce anche dalla carenza di database pubblici aggiornati. L’obiettivo è fornire strumenti conoscitivi ai legislatori e alle amministrazioni locali per orientare le scelte future, con raccomandazioni di policy volte a una regolamentazione più attenta alla sostenibilità, all’efficienza energetica e alla tutela del territorio. Milano si conferma così snodo centrale delle infrastrutture digitali italiane, ma la sfida ora riguarda la gestione dell’impatto energetico e urbanistico di una crescita che procede a ritmo accelerato.

