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Doppio trapianto robotico di rene e pancreas: al Niguarda il primo intervento “full robot” in Italia

A Milano un uomo di 50 anni è guarito dal diabete ed è stato liberato dalla dialisi grazie ad un intervento chirurgico interamente robotico

Doppio trapianto robotico di rene e pancreas: al Niguarda il primo intervento “full robot” in Italia
sala operatoria roma

L’Ospedale Niguarda di Milano compie un nuovo passo nella storia della chirurgia italiana: per la prima volta nel nostro Paese, un doppio trapianto combinato di rene e pancreas è stato eseguito con un approccio totalmente robotico, senza ricorrere a tecniche tradizionali nelle diverse fasi dell’intervento. L’operazione, effettuata il 10 dicembre 2025, ha permesso a un uomo di 50 anni di guarire dal diabete e di interrompere definitivamente la dialisi, cambiando radicalmente la sua qualità di vita.

La storia del paziente: cinque anni di attesa

Il paziente conviveva da tempo con una grave forma di diabete, tanto da essere inserito in lista per il trapianto di pancreas già dal 2021. Con il passare degli anni, alla patologia diabetica si è aggiunta anche una insufficienza renale cronica, che lo ha costretto alla dialisi. Dal 2024 era stato quindi inserito in lista anche per un trapianto di rene. A dicembre è arrivata la svolta: un trapianto combinato eseguito con una tecnica mai applicata prima in Italia in forma completamente robotica. Oggi l’uomo è stato dimesso, non necessita più di insulina e ha ripreso una vita attiva, libero dalla dialisi.

Il capo équipe Di Sandro: “Un intervento ad altissima complessità”

A guidare l’équipe è stato Stefano Di Sandro, neo direttore della Chirurgia Epatica e dei Trapianti di Fegato e Rene del Niguarda, entrato in servizio il 1° dicembre 2025. “I trapianti di organi solidi sono interventi di alta complessità – ha spiegato il chirurgo – per le condizioni dei pazienti, per la natura invasiva delle manovre chirurgiche e per la delicatezza delle fasi di impianto e ricostruzione degli organi”. Il trapianto di pancreas, in particolare, presenta un tasso più elevato di complicanze vascolari rispetto ad altri organi. Proprio per questo motivo l’équipe ha deciso di adottare la tecnologia robotica in tutte le fasi dell’intervento.

Questo intervento rappresenta solo uno dei risultati ottenuti nell’ultimo mese dall’équipe guidata da Di Sandro. Dal suo ingresso al Niguarda sono stati eseguiti 31 trapianti in un solo mese, di cui 16 di fegato, 14 di rene e un trapianto combinato rene-pancreas, praticamente un intervento al giorno, festività comprese. Diversi di questi sono stati effettuati con tecnica totalmente robotica, grazie a una piattaforma dedicata operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Perché la chirurgia robotica fa la differenza

L’utilizzo esclusivo del robot ha garantito cicatrici di pochi millimetri, una degenza più breve, una significativa riduzione degli effetti avversi, oltre a una maggiore precisione nelle suture vascolari e a una minore invasività complessiva. In passato, a Pisa, era stato effettuato un intervento simile con tecnica “ibrida”, alternando robot e chirurgia tradizionale in alcune fasi considerate più invasive. Questo caso milanese rappresenta invece, sulla base delle informazioni disponibili, il primo esempio italiano di approccio puramente robotico nel trapianto combinato rene-pancreas.

Il successo dell’operazione è stato possibile grazie al coinvolgimento di decine di professionisti del Niguarda. Tra i principali referenti figurano Enrico Minetti, direttore della Nefrologia, Federico Bertuzzi, direttore della Diabetologia, e Gianpaola Monti, direttrice di Anestesia e Rianimazione 2. Fondamentale anche il contributo dello staff tecnico e infermieristico, presente in ogni fase, dalla preparazione dell’intervento fino alla convalescenza.

Questo risultato non rappresenta soltanto un successo clinico individuale, ma un passo avanti tecnologico per la chirurgia dei trapianti in Italia. L’obiettivo futuro è rendere interventi di altissima complessità sempre più mini-invasivi, precisi e sicuri, ampliando l’uso della chirurgia robotica anche in ambiti finora considerati estremamente delicati.