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Chi è Elia del Grande, l’evasore seriale (nuovamente scomparso) che nel 1988 sterminò la famiglia

Dalla strage familiare alla doppia evasione: il 50enne di Cadrezzate è di nuovo irreperibile dopo il permesso pasquale. Sei mesi fa la precedente fuga. Nella “strage dei fornai” uccise padre, madre e fratello

Chi è Elia del Grande, l’evasore seriale (nuovamente scomparso) che nel 1988 sterminò la famiglia

È tornato a far perdere le proprie tracce Elia Del Grande, 50 anni, originario di Cadrezzate con Osmate, nel Varesotto. Il suo nome è legato a uno dei fatti di cronaca più violenti della Lombardia degli ultimi decenni, la cosiddetta “strage dei fornai“. Del Grande era detenuto nella casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, dove stava scontando una misura di sicurezza legata alla libertà vigilata. Aveva ottenuto un permesso per Pasqua, ma non è più rientrato nella struttura, risultando di fatto nuovamente evaso.

La strage del 1998: così Del Grande sterminò la famiglia a 22 anni

Il 7 gennaio 1998, quando aveva 22 anni, Del Grande uccise a fucilate il padre Enea, la madre Alida e il fratello Enrico nella loro abitazione. Un triplice omicidio maturato, secondo le ricostruzioni, dopo contrasti familiari legati alla sua relazione con una donna dominicana, osteggiata dai genitori. Il caso scosse profondamente il territorio e venne ribattezzato “la strage dei fornai“, dal mestiere della famiglia, titolare di un panificio molto conosciuto in zona. Dopo il delitto tentò la fuga verso la Svizzera, ma venne fermato alla frontiera. Condannato all’ergastolo in primo grado, ottenne poi in appello una riduzione della pena a 30 anni per il riconoscimento della semi infermità mentale.

Dal carcere alla libertà vigilata

Dopo oltre 25 anni di detenzione, Del Grande è tornato in libertà nel luglio 2023, ma sottoposto a libertà vigilata. Una misura che prevede controlli stringenti e obblighi precisi, che secondo i magistrati non sarebbero stati rispettati. Per questo motivo era stato disposto il trasferimento in una casa-lavoro, una misura più restrittiva che prevede la permanenza in una struttura con attività lavorative e verifiche periodiche sulla pericolosità sociale.

Non è la prima volta che Del Grande si rende irreperibile. Già il 30 ottobre scorso era fuggito da una casa-lavoro nel Modenese, calandosi con lenzuola annodate e dando vita a una fuga durata settimane. Come ricostruito dal Corriere della Sera, durante quel periodo si muoveva soprattutto di notte nella zona del lago di Monate, utilizzando anche un pedalò per eludere i controlli e aggirare i posti di blocco. Un territorio che conosce perfettamente e dove aveva fatto ritorno dopo la scarcerazione. Venne poi rintracciato e fermato dai carabinieri a metà novembre.

La nuova fuga di Del Grande: le ricerche

Ora la storia si ripete. Dopo il permesso pasquale, Del Grande non è rientrato nella casa-lavoro di Alba. Le ricerche, coordinate dai carabinieri e dalla Procura, si stanno concentrando in particolare tra Piemonte e Lombardia, con un’attenzione speciale proprio alla zona di Cadrezzate. Gli investigatori non escludono che possa aver scelto ancora una volta di rifugiarsi nei luoghi in cui è cresciuto, sfruttando la conoscenza del territorio per sottrarsi ai controlli.

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