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Emergenza casa a Milano, il bando di coprogettazione per gestire 500 alloggi pubblici

Il Comune avvia una coprogettazione per mettere a disposizione case a canoni calmierati e percorsi di accompagnamento sociale. Gli assessori Bertolé e Bottero: “Risposta potenziale per circa 1.500 persone”

Emergenza casa a Milano, il bando di coprogettazione per gestire 500 alloggi pubblici

Il Comune di Milano apre una nuova fase della sperimentazione per affrontare l’emergenza abitativa, pubblicando un bando di coprogettazione rivolto agli enti del Terzo settore per la gestione di circa 500 alloggi pubblici destinati a persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità. L’iniziativa coinvolge per la prima volta in modo congiunto l’assessorato al Welfare e Salute e quello all’Edilizia residenziale pubblica. Dopo una fase preliminare di coprogrammazione, durante la quale sono stati definiti i criteri per individuare i bisogni e le modalità di presa in carico, l’amministrazione ha pubblicato l’avviso per selezionare i partner con cui costruire il progetto. Le candidature resteranno aperte fino alle ore 12 del 27 aprile.

La proposta : case a canone calmierato e accompagnamento sociale

L’obiettivo è offrire soluzioni abitative a due categorie di persone in difficoltà. Da un lato chi non possiede i requisiti per accedere alla casa popolare ma non ha risorse sufficienti per sostenere i costi del mercato privato. Dall’altro gli utenti già seguiti dai Servizi sociali che attraversano una fase di difficoltà socio-economica e hanno bisogno di un sostegno temporaneo. Per la prima tipologia di beneficiari saranno messi a disposizione alloggi con canoni calmierati o calmierati ridotti, con tetti massimi fissati rispettivamente a 75 e 55 euro al metro quadrato all’anno. Per i nuclei più fragili, invece, oltre all’abitazione saranno previsti percorsi di accompagnamento sociale e sostegno verso l’autonomia.

Un progetto da 500 alloggi tra Milano e hinterland

La sperimentazione parte da un patrimonio iniziale di 339 alloggi pubblici di proprietà comunale. A questi si aggiungeranno sei immobili confiscati alla criminalità organizzata e altri spazi eventualmente messi a disposizione dagli enti del Terzo settore che parteciperanno al bando. Sono inoltre state individuate 143 unità abitative situate nei comuni dell’hinterland milanese, anch’esse di proprietà del Comune, che potranno contribuire ad ampliare l’impatto del progetto su scala metropolitana. Una volta definita la coprogettazione, gli alloggi saranno concessi in comodato d’uso gratuito ai soggetti partner che si occuperanno degli interventi di riqualificazione e della gestione integrata degli immobili e dei servizi sociali collegati.

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Il fondo per sostenere la riqualificazione degli immobili

Il progetto prevede anche la creazione di uno strumento finanziario dedicato, necessario a garantire la sostenibilità dell’iniziativa e a reperire risorse per la ristrutturazione degli appartamenti. Per l’avvio della sperimentazione il Comune stima un investimento iniziale a fondo perduto di circa 3 milioni di euro. Gli enti partner dovranno affiancare una quota di cofinanziamento attraverso bandi dedicati, attività di fundraising e altre opportunità di reperimento fondi.

Bertolé e Bottero: “Una risposta per circa 1.500 persone”

“Per la prima volta con questa sperimentazione – dichiarano gli assessori Lamberto Bertolé e Fabio Bottero – i due assessorati coinvolti nella gestione dell’emergenza abitativa costruiscono insieme strategie condivise per intercettare questo tipo di vulnerabilità e mettere a terra, insieme al Terzo settore, una risposta di sistema ai bisogni di un numero crescente di cittadini e cittadine”. “Sia di coloro che non accedono alle case popolari né possono permettersi di stare sul mercato dell’affitto privato, sia di coloro che sono in carico ai Servizi sociali, per i quali è fondamentale che alle risposte materiali si affianchino quelle educative e i percorsi di accompagnamento verso l’autonomia”. Secondo le stime dell’amministrazione, considerando il patrimonio pubblico coinvolto, l’operazione potrà offrire una risposta abitativa a una platea potenziale di circa 1.500 persone.

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