Un’organizzazione strutturata come un’impresa, capace di mettere in contatto clienti facoltosi e un centinaio di ragazze reclutate come “immagine” per serate ed eventi. È questo il quadro dell’indagine della Guardia di Finanza su un giro di prostituzione che avrebbe coinvolto anche calciatori di Serie A, compresi giocatori di Inter e AC Milan, oltre ad altri sportivi e imprenditori. Al centro del sistema la società Ma.De Milano, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi ma ritenuta dagli investigatori lo schermo di un’attività molto più redditizia.
Il “dopopartita” da migliaia di euro nei locali della movida milanese
Il servizio offerto era costruito come un pacchetto completo: cena, serata nei locali della movida milanese, tavoli con champagne e, per chi lo richiedeva, la prosecuzione della notte in hotel a cinque stelle con escort. Un “dopopartita” che poteva costare migliaia e migliaia di euro. A gestire il contatto tra domanda e offerta erano pr collegati all’agenzia, che promuovevano eventi esclusivi anche sui social. Le ragazze-immagine avevano il compito di intrattenere i clienti nei privé e sulle piste da ballo, mentre una parte di loro — secondo l’accusa — veniva indirizzata verso prestazioni sessuali a pagamento.
Le intercettazioni: “Arriva un pilota di Formula 1, vuole una tipa”
Tra gli atti dell’inchiesta compaiono anche intercettazioni che restituiscono il funzionamento del sistema. In una conversazione si legge: «C’è un mio amico pilota di Formula 1 (…) che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa». Un passaggio che evidenzia il livello dei clienti e la rapidità con cui l’organizzazione era in grado di soddisfare le richieste. Le escort coinvolte sarebbero state meno di una decina, italiane e straniere tra i 18 e i 30 anni, con una divisione dei proventi che prevedeva circa il 50% a loro favore.
La distinzione è centrale nelle indagini: la semplice presenza di ragazze-immagine non costituisce reato, così come la prostituzione in sé. Il reato scatta quando esiste un’organizzazione che favorisce e sfrutta l’attività, traendone profitto. Ed è proprio questo il punto contestato dalla Procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Bruna Albertini. Secondo gli inquirenti, le giovani donne “venivano invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti”, con una gestione diretta degli incontri e dei compensi.
Gas esilarante e serate “protette” per gli sportivi vip
Tra i servizi offerti ci sarebbe stato anche il protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, utilizzato per effetti euforici. Una sostanza che — come annotano gli investigatori — non è rilevata dai controlli antidoping, rendendola particolarmente appetibile per gli atleti. Per garantire la riservatezza, l’organizzazione metteva inoltre a disposizione stanze proprie, evitando ai clienti il passaggio in hotel dove avrebbero potuto essere riconosciuti.
L’indagine, partita dalla denuncia di una ragazza uscita dal giro e sviluppata anche attraverso accertamenti bancari, ha portato all’arresto di quattro persone, finite ai domiciliari su disposizione del gip Chiara Valori. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, oltre ad autoriciclaggio e altri reati. La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti il profitto dell’attività. Negli atti compare anche una lista di circa settanta clienti, tra cui habitué disposti a spendere decine di migliaia di euro. I rapporti si sarebbero consumati tra discoteche di alto livello e hotel di lusso.

