Un progetto ambizioso, ma ancora incompleto. È questo il senso della lettera inviata dall’eurodeputato Mario Mantovani alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul tema di EU Inc., il cosiddetto “28° regime” pensato per semplificare la nascita e lo sviluppo delle imprese in Europa. Nel documento, datato Bruxelles 30 marzo 2026, Mantovani riconosce il valore dell’iniziativa ma invita l’Unione a compiere un passo ulteriore, puntando su una fiscalità comune come leva decisiva per attrarre investimenti e capitali.
“Un progetto ambizioso, ma manca l’architrave”
“Il progetto che la Commissione europea ha battezzato EU Inc., il c.d. 28esimo regime, è un’iniziativa ambiziosa ed efficace a sostegno dell’intero ecosistema europeo delle imprese”, scrive Mantovani. Secondo l’eurodeputato, l’idea rappresenta la concretizzazione di una visione storica: “L’idea è potente nella sua semplicità e trasforma in realtà quella che negli anni ’70 fu un’intuizione visionaria del giurista danese Ole Lando: un ordinamento societario europeo armonizzato, opzionale e slegato dalle burocrazie nazionali”. Ma il nodo resta uno: “Nella costruzione di questo edificio, manca un elemento che non è un dettaglio tecnico ma l’architrave dell’intera struttura: una 28esima fiscalità europea, uniforme e vantaggiosa, ad una sola cifra, in grado di competere con le giurisdizioni internazionali più attrattive”.
Il problema dei capitali che lasciano l’Europa
Mantovani richiama poi i numeri del divario europeo: “Ogni anno 300 miliardi di euro di capitali europei lasciano il continente per fluire verso il venture capital statunitense”. Il problema, sottolinea, non è la qualità imprenditoriale: “Non è un problema di qualità imprenditoriale: idee e fondatori ci sono. È un problema di ecosistema”. E cita l’economista Philippe Aghion: “Come ha ricordato Philippe Aghion al recente Tax Symposium del Parlamento europeo, ‘è la struttura del prelievo fiscale a determinare gli incentivi all’assunzione del rischio’”.
Venture capital, pensioni e Innovation Fund: “Limiti strutturali”
Nel testo si analizzano anche gli altri strumenti messi in campo dalla Commissione: “Il 28° regime non è l’unico strumento che la Commissione Europea sta costruendo per attirare capitali”. Accanto a EU Inc., ricorda Mantovani, ci sono la riforma del venture capital, la mobilitazione dei fondi pensione e l’Innovation Fund. Tuttavia: “Ciascuno di questi strumenti ha meriti reali e non va sottovalutato. Ma tutti condividono un limite strutturale”. E nel dettaglio: “La riforma del Venture Capital rischia di favorire i grandi fondi esteri a danno dei medi player europei; la leva pensionistica è inapplicabile dove la previdenza è prevalentemente pubblica e sovraesposta; l’Innovation Fund […] rischia di alimentare disparità regionali”. Il punto centrale resta uno: “Soprattutto, nessuno di essi incide sulla variabile decisiva di EU Inc.: il rendimento netto atteso che dipende, più di ogni altra cosa, dalla struttura fiscale”.
Il confronto con il Delaware e il rischio dumping
Mantovani mette a confronto i sistemi fiscali: “L’Europa presenta oggi aliquote sulle società che vanno dal 9% ungherese al 29,9% tedesco, mentre il Delaware si attesta all’8,7%, zero per chi non opera sul suo territorio”. Un divario che rischia di generare effetti distorsivi: “In un contesto in cui EU Inc. consente di scegliere liberamente il Paese di registrazione, un’impresa […] andrà dove più le conviene e i fondi internazionali seguiranno, rischiando di aggravare la frammentazione del mercato unico”. Con il pericolo concreto di “forum shopping e dumping fiscale”.
Il nodo politico: l’unanimità fiscale
Il problema è anche istituzionale: “La materia fiscale richiede l’unanimità del Consiglio”. Un principio che tutela le sovranità nazionali ma che rende difficile trovare un accordo: “Chi ha costruito il proprio modello su regimi fiscali privilegiati avrà molto da perdere […] mentre i grandi Paesi continentali […] ne avranno molto da guadagnare”. Eppure, secondo Mantovani, la strada va comunque percorsa, anche con strumenti alternativi come le cooperazioni rafforzate.
“Una scelta strategica per il futuro dell’Europa”
La lettera si chiude con un appello diretto alla presidente della Commissione: “La fiscalità è una leva potente, probabilmente la più attrattiva tra quelle disponibili”. E ancora: “Con il progetto EU Inc., l’Europa ha l’occasione storica di affermare una visione più coraggiosa di sviluppo”. Infine, il richiamo alla responsabilità politica: “Sig.ra Presidente, è tempo di innovare l’Europa attraverso strumenti innovativi, gli stessi con cui sono cresciuti i nostri competitor internazionali”. Con una citazione conclusiva di Aghion: “L’Europa ha la possibilità di scegliere di essere la destinazione di chi vuole costruire le imprese del futuro. Ma quella scelta deve essere fatta consapevolmente, con tutti gli strumenti disponibili. A partire da quello che, più di ogni altro, conta per chi i capitali li muove davvero: il rendimento netto, che dipende dalla fiscalità”. E la chiusura: “Per fare questo, Sig.ra Presidente, conto su di Lei e sul Suo supporto”.

