A- A+
Milano
Expo, nuovo scontro Bruti-Robledo: "Non mi fa interrogare"

Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha presentato un nuovo esposto al Csm contro il suo capo Edmondo Bruti Liberati. Il disappunto di Robledo nasce dal fatto che Bruti gli ha negato nei giorni scorsi la partecipazione agli interrogatori di Angelo Paris e Antonio Rognoni, rispettivamente ex manager di Expo 2015 spa e dg di Infrastrutture Lombarde, indagati nell'ambito di indagini che riguardano anche Expo. E, piu' in generale, deriva dalle disposizioni impartite da Bruti sul coordinamento dell'inchiesta che riguarda l'appalto sulla cosiddetta 'piastra'.

Lo scopo delle disposizioni, contenute in una mail inviata da Bruti a Robledo, il 28 giugno in relazione a questo procedimento di cui Robledo e' co-assegnatario insieme ai pm Paolo Filippini, Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi, e', scrive il pm nell'esposto, "chiaro ed evidente: non quello di delegare gli atti ai tre sostituti, ma quello di escludere me". "Non c'e' invero - affonda Robledo - nessuna ragione per cui io non possa partecipare a quegli atti, rispetto ai quali sono, anzi, in grado di garantire l'essenziale patrimonio conoscitivo che consente la migliore comprensione della vicenda processuale, essendo stato titolare fin dalla sua origine". "Tanto premesso - argomenta il pm rivolgendosi a Bruti - aggiungo che la tua indicazione con riferimento ad interrogatori da compiere, per la quale 'l'atto di indagine sara' effettuato solo dai tre sostituti assegnatari" e' viziata da una palese illegittimita'".

Nella mail, inviata il 18 giugno (e non il 28 come scritto in precedenza), Robledo sostiene che "la direttiva del capo dell'ufficio in cui si vieti a uno dei co-assegnatari (nel caso di specie, peraltro, il procuratore aggiunto del competente dipartimento) del fascicolo di compiere un singolo atto del procedimento non puo' che ritenersi illegittima in quanto comporta una 'revoca parziale' dell'assegnazione senza motivazione sul punto, in violazione della normativa consiliare che da un lato vieta la revoca parziale e dall'altro impone che la revoca totale del fascicolo sorretta da idonea e trasparente motivazione". Il capo del pool dei reati contro la pubblica amministrazione spiega, inoltre, nell'esposto di tre pagine, che "nell'ambito del procedimento, il magistrato assegnatario dovra' attenersi, se stabiliti, ai principi e criteri indicati dal Procuratore all'atto dell'assegnazione. Secondo il Consiglio tali principi e criteri devono pero' tendenzialmente ricollegarsi a quelli definiti in via generale, assumendo rispetto ad essi carattere attuativo o integrativo. In ogni caso - si legge ancora nel documento - deve essere preservata la sfera di autonomia professionale e la dignita' delle funzioni esercitate dao' magistrato dell'Ufficio di Procura". Una settimana fa, il Csm aveva archiviato l'esposto presentato da Robledo sulle presunte violazioni nell'assegnazione dei fascicoli rinviando pero' gli atti al pg della Cassazione perche' valuti le condotte dei due magistrati sui casi Ruby e Sea.

Tags:
expobrutirobledo







A2A
A2A
i blog di affari
Luoghi dell’anima: le “piccole case” di Bruno Messina
di Mariangela Turchiarulo
FSBA: ANNULLATE LE SENTENZE DEL TAR DEL LAZIO
Green pass, non l’avete capito? Non serve a controllare il virus, ma voi
L'OPINIONE di Diego Fusaro


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.