Era successo con l’India, quando alcune forze politiche ne chiesero l’estromissione da Expo a causa della vicenda Maro’; succede oggi con l’Eritrea che vede in fuga migliaia di immigrati che Milano sta accogliendo come profughi. “Una contraddizione”, secondo il consigliere comunale liberale, Manfredi Palmeri, che ha sollevato il caso del Paese africano ritenendolo a quanto punto “incompatibile” con l’Esposizione universale. “Non e’ possibile pensare che a Milano al mattino si accolgano i profughi dell’Eritrea e al pomeriggio ci si sieda a un tavolo con i rappresentanti di quel Governo a fare accordi su Expo in quanto Paese partecipante – ha fatto notare l’ex presidente dell’Aula di Palazzo Marino -. Sta esplodendo una contraddizione che non puo’ essere piu’ taciuta: le due cose – ha sottolineato – non possono stare in piedi insieme. O si reputa che quello Stato sia un soggetto coerente con lo spirito di Expo e dotato delle condizioni minime per poter essere interlocutore, allora e’ difficile qualificare come profugo chi lascia il Paese, oppure si prende atto che non lo e’ e allora chi scappa da la’ e’ un profugo di guerra, ma l’Eritrea non puo’ partecipare a Expo”.

Dopo l’India, la cui esclusione è stata chiesta per il caso Marò, adesso arriva la richiesta di esclusione dell’Eritrea per il caso profughi. Il consigliere Palmeri: “Quel Paese è incompatibile con l’evento”
