Il 70% dei data center italiani sono nati e continueranno a crescere in Lombardia, punto di riferimento per tutto il Sud europeo. Alle luce del ruolo sempre più significativo del territorio lombardo in questo settore, sia a livello nazionale che internazionale, Regione si pone l’obiettivo di colmare un importante vuoto normativo andando ad elaborare una proposta di legge specifica che, appunto, ancora non esiste.
“Nei giorni scorsi, in V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità – spiega il presidente Jonathan Lobati – dopo aver incontrato istituzioni, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste abbiamo concluso il percorso di audizione per i due PDL (n.150 e n.123) dedicati ai data center. Per noi è stato molto importante l’ascolto di tutte le istanze al fine di redigere una buona proposta di legge”.
“Due i pilastri fondamentali su cui poggia la futura normativa – prosegue Lobati -: sviluppo economico, poiché sappiamo molto bene che i data center sono strategici per la nostra economia, ma al tempo stesso attenzione alla sostenibilità ambientale, affinché queste strutture trovino spazio in contesti adeguati. Saremo la prima Regione d’Italia, anche questa volta, a fare una normativa in questo settore.”
E i numeri più recenti dimostrano che l’esigenza c’è: nel periodo 2023–2025, secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, sono stati investiti 7,1 miliardi di euro per costruire e attrezzare nuovi data center in Italia. Guardando al futuro, tra il 2026 e il 2028 sono previsti 83 nuovi progetti da parte di 30 aziende, per un valore totale stimato di 25,4 miliardi di euro. Il principale polo resta Milano, che da sola concentra il 68% della capacità energetica dei data center italiani e attira il 23% degli investimenti annunciati in Europa, confermandosi un hub strategico per il Sud Europa.
Questi due PDL proposti da Regione Lombardia puntano innanzitutto a dare alla Regione un ruolo chiaro nel gestire le autorizzazioni, coordinando in modo più efficace tutti gli enti coinvolti. Allo stesso tempo, vogliono rendere le regole più uniformi su tutto il territorio, soprattutto per quanto riguarda le destinazioni urbanistiche. Un altro obiettivo importante è gestire l’elevato consumo energetico dei data center: da un lato si cerca di evitare operazioni speculative, dall’altro si promuove l’uso di energie rinnovabili. In questa direzione, si dà priorità al recupero di aree dismesse, al riutilizzo del calore prodotto e all’adozione di tecnologie che riducano l’uso di acqua. Infine, viene scoraggiato il consumo di nuovo suolo agricolo, prevedendo costi di costruzione più alti che possano essere reinvestiti in interventi di riqualificazione urbana e del territorio.

