A distanza di alcuni mesi dall’approvazione dell’ordine del giorno collegato al Bilancio regionale 2026–2028, il Consigliere regionale Claudia Carzeri torna a richiamare l’attenzione sull’urgenza di dare piena attuazione alle misure previste per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile. «È importante ribadire oggi il valore e l’urgenza delle azioni approvate nel dicembre scorso, perché parliamo di un tema che riguarda direttamente la sicurezza e la salute dei nostri giovani».
Il provvedimento, approvato dal Consiglio regionale, impegna la Giunta a promuovere interventi strutturati per la diagnosi precoce e la prevenzione delle patologie aritmiche ereditarie, tra cui la sindrome del QT lungo, oltre a rafforzare gli strumenti di raccolta dati e ricerca . «Parliamo di un fenomeno che ogni anno colpisce centinaia di giovani anche in Lombardia, spesso senza segnali evidenti, con conseguenze devastanti per famiglie e comunità».
Tra gli obiettivi principali vi è la creazione di un registro regionale dedicato, fondamentale per comprendere l’incidenza reale dei casi e orientare in modo efficace le politiche sanitarie. «Abbiamo voluto inserire un impegno concreto nel Bilancio regionale proprio per evitare che restasse una dichiarazione di intenti, ma diventasse una base operativa per interventi mirati».
L’ordine del giorno prevede inoltre il rafforzamento dei percorsi diagnostici su tutto il territorio e la promozione di strumenti avanzati, come l’autopsia molecolare nei casi non spiegati, con importanti ricadute anche in termini di prevenzione familiare. «L’obiettivo è costruire un sistema regionale più efficace, che unisca diagnosi precoce, ricerca e formazione diffusa».
Particolare attenzione viene posta anche alla formazione, soprattutto nei contesti scolastici e sportivi, dove la prevenzione può risultare determinante. «Diffondere la conoscenza delle manovre di rianimazione e l’utilizzo dei defibrillatori significa aumentare concretamente le possibilità di salvare vite».
Regione Lombardia può contare su eccellenze cliniche, universitarie e su una rete territoriale già strutturata, che rappresentano una base solida per sviluppare una strategia integrata. «Ora è il momento di mettere a sistema queste risorse e trasformare gli impegni assunti in azioni concrete».
Il Consigliere Carzeri ha infine voluto sottolineare il contributo ricevuto durante la definizione dell’iniziativa. «Ringrazio sentitamente il Professor Riccardo Sirello per la preziosa consulenza e il costante sostegno, che hanno contribuito a rafforzare la qualità e la concretezza del lavoro svolto». «La prevenzione non può aspettare: è una responsabilità condivisa verso le nuove generazioni».

