A- A+
Milano
"Fiano e Majorino smemorati": tasse, Forza Italia ironizza sul Pd

Il coordinatore lombardo di Forza Italia, Mariastella Gelmini, sulle elezioni del 2016: "Va dato atto al Pd milanese (che non brilla per coerenza e memoria storica), di essere dotato di uno spiccato senso dell'umorismo. Infatti dopo aver favorito con entusiasmo l'ascesa al soglio da vicesindaco - per sostituire la dimissionaria De Cesaris - dell'assessore alle tasse, Francesca Balzani, ora il Pd - scimmiottando il premier - s'inventa il "patto fiscale" per la Milano del 2016: un semplice accorpamento di tasse per mascherare meglio gli aumenti. Un modo poco elegante per affondare i cinque anni di Giuliano Pisapia. Ma cosa diranno artigiani e commercianti che, nel pieno della crisi, hanno trovato sulla loro strada per cinque anni solo tasse? Tasse solo tasse: per mettere un tavolino sulla strada o parcheggiare la propria auto sotto casa. Per non parlare dei cittadini, alle prese in questi giorni con la prima rata della Tari".

E ancora: "Ma ce n'è anche per gli ospiti di Expo, che negli alberghi, grazie al Comune trovano puntuale all'appuntamento la tassa di soggiorno. Verrebbe da dire al Pd: ma perché non trasformiamo Milano in una città tax free? E' ora di finirla di prendere in giro la città propinando fumo negli occhi e madornali bluff per coprire cinque anni di aumenti stellari e di spesa improduttiva. Mandiamo a casa i tassatori e i chiacchieroni".

LA PROPOSTA DI BUSSOLATI/ Il riferimento di Gelmini è in particolare a quanto annunciato dal segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati. Che ha illustrato il piano di un nuovo "patto fiscale con i milanesi", sulla scia di quanto annunciato anche dal premier Matteo Renzi proprio a Expo, con la rinuncia alla tassa sulla prima casa dal 2016 e interventi dall'anno successivo su Ires e Irap, sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni. Nella ricetta milanese rientrebbe la "local tax", imposta unica che riunisce quelle esistenti.

GALLERA: "FIANO E MAJORINO, CHE SMEMORATI"/ “Il Pd milanese, dopo che per quattro anni di amministrazione ha tartassato e spremuto i cittadini come limoni imponendo una pressione fiscale da record, per la campagna elettorale delle comunali 2016, ha messo al centro un tema molto caro a FI e al centrodestra: la riduzione delle tasse - così ha dichiarato il coordinatore cittadino FI Milano, Giulio Gallera -. Mi vien da pensare che questa sinistra, sotto stress per il forte calo di consensi, sia alle prese con gli effetti di una sindrome collettiva dello smemorato. Sindrome che, alcune settimane fa, ha colpito persino un esponente di punta del Pd milanese come Fiano". Così ha dichiarato il coordinatore cittadino FI Milano, Giulio Gallera. "Sentir parlare il segretario cittadino Bussolati di patto fiscale con i milanesi finalizzato alla riduzione delle tasse, mentre ha già una nuova tassa pronta, la local tax che riunisce Imu e Tasi, suona davvero come un paradosso - prosegue -. Con Pisapia e la sua giunta, l’aliquota Tasi a Milano è arrivata a livelli massimi, a fronte di servizi - sicurezza, illuminazione e manutenzione stradale - molto lontani dall’essere efficienti".

"Con questa amministrazione - prosegue Gallera - le tasse sulla casa sono passate dai 303 milioni del 2010 con la Moratti, a 776 milioni del 2014, con un aumento pari al 154%. Alla faccia del patto fiscale chiamato in causa, oggi, a pochi mesi delle nuove elezioni. Ma la stangata no ha riguardato solo il bene primario della casa. La giunta arancione ha imposto una lunga serie di aumenti: Biglietti ATM + 50%, Abbonamenti ATM giovani under 26 +29,4%, Abbonamento ATM anziani over 65 +76,5%, Gratta e sosta dalla terza ora in poi + 50%, Biglietto museo civici +80%, Biglietti impianti sportivi + 50%, Costi spese di locazione esercizi commerciali e capannoni +30%, Plateatico per bar e ambulanti +60%, Affitti Sogemi +25%, Spese cimiteriali +30 euro per inumazioni. Anche sulla sicurezza hanno le idee piuttosto confuse. Se per anni, le politiche lassiste arancioni hanno lasciato che centri sociali, rom e antagonisti vari la facessero da padroni in città, fa specie sentire, solo qualche settimana fa, il candidato alle primarie Pd, Emanuele Fiano, chiedere il ritorno dei militari in città! Anche il candidato Majorino sembra soffrire della stessa sindrome. Da assessore alle politiche sociali, per quattro lunghi anni, ha abbandonato a se stessi i quartieri più periferici di Milano, per tornare a parlare di ‘ossessione per le periferie’, solo dopo aver lanciato la sua candidatura a sindaco. È evidente che la campagna elettorale del Pd per le comunali 2016 è già partita. Per fortuna i milanesi non hanno l’anello al naso, e da persone concrete e abituate a valutare gli amministratori sui fatti e non sulle ‘balle’ sparate alla rinfusa, sapranno ben scegliere chi veramente ha a cuore la città”.

Tags:
emanuele fianopierfrancesco majorinomariastella gelminipietro bussolatigiulio gallera







A2A
A2A
i blog di affari
Oggetto sociale srl: più è ampio, meno paghi
Gianluca Massini Rosati
L’intelligence come tutela della democrazia del Paese
Daniele Salvaggio, Imprese di Talento
Solidarietà ai bielorussi contro Lukashenko, ultimo dittatore d’Europa
L'OPINIONE di Ernesto Vergani


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.