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Milano
Fondi Lega: 1 anno e 8 mesi per ex tesoriere Belsito
Francesco Belsito

Fondi Lega: 1 anno e 8 mesi per ex tesoriere Belsito

L'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito e' stato condannato a un anno e 8 mesi nel processo di appello in cui era accusato di appropriazione indebita. La pena e' stata ridotta rispetto al primo grado, quando gli erano stati inflitti 2 anni e 6 mesi. I giudici hanno in parte prescritto alcune delle accuse nei suoi confronti e per altre e' stato assolto. 

La Corte d'appello di Milano ha pronunciato una sentenza di "non doversi procedere" per mancanza di querela nei confronti del fondatore della Lega Umberto Bossi e del figlio Renzo, che erano stati condannati in primo grado per appropriazione indebita nell'ambito del processo sull'utilizzo dei fondi del partito per spese personali.

L'esito del processo d'appello e' stato determinato dalla recente riforma della legge sull'appropriazione indebita,reato contestato a tutti e tre gli imputati perche' avrebbero destinato a spese personali parte dei fondi del partito. Normativa in base alla quale il reato e' perseguibile, a differenza di quanto avveniva in precedenza quando la magistratura poteva procedere d'ufficio, solo su querela della parte offesa, in questo caso la Lega che avrebbe subito il depauperamento delle sue risorse. In primo grado, nel luglio 2017, Umberto Bossi era stato condannato a due anni e tre mesi di carcere, Renzo Bossi a un mezzo e Belsito a due anni e sei mesi. Il pg Maria Pia Gualtieri aveva chiesto ai giudici della quarta sezione d'Appello di valutare nel merito le condotte degli imputati perche', a suo dire, la loro posizione non poteva essere stralciata in quanto i reati sarebbero stati frutto di un "unico disegno criminoso".

Per Renzo Bossi sarebbe stata meglio un'assoluzione che una sentenza di non luogo a procedere nel processo nato dall'inchiesta 'The Family'. "Va benissimo cosi' anche se sarebbe stato meglio incassare un'assoluzione nel merito - ha detto il 'Trota' - dato che queste spese le ho pagate io e non e' mai stato dimostrato che le abbia pagate la Lega". Quanto alla decisione di Matteo Salvini di non presentare una querela contro lui e il padre Umberto, commenta: "Salvini ha fatto una scelta basata sulla valutazione degli avvocati della Lega". Per l'avvocato Domenico Mariani, "e' stata una scelta giuridica, non politica. Evidentemente, chi poteva fare querela sa benissimo che Bossi non poteva essere al corrente degli illeciti. E vista la mancanza di querela di parte, manca la condizione di procedibilita' e non e' stato possibile fare una valutazione nel merito". Il legale si e' detto "sorpreso" dal "tentativo della Procura Generale" che, con il sostituto Maria Pia Gualtieri, aveva chiesto ai giudici di estendere anche Umberto e Renzo Bossi la querela presentata solo contro Belsito ribadendo le condanne inflitte nel primo grado di giudizio al fondatore della Lega e al figlio. Entro 90 giorni le motivazioni del verdetto. 

 

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