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Milano

Arriva a Milano la protesta del movimento dei "forconi": secondo quanto si apprende dalla questura i trattori dei manifestanti si muoveranno dall'area del Luna Park dell'Idroscalo verso piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione centrale, attraversando parte del centro cittadino, con prevedibili disagi per il traffico.

"NON PAGHIAMO PIU' L'IVA" - Prosegue anche oggi la protesta di alcuni autotrasportatori e di altre organizzazioni autonome. Ad Arezzo TrasportUnito e il comitato 'partite iva' stanno nuovamente manifestando alla stazione per sensibilizzare la popolazione. "Il nostro sciopero - spiega Livio Ricci, referente di TrasportoUnito Fiap Siena e Arezzo - si svolgerà con le mani in tasca, e serve solamente a far capire alla classe politica che siamo francamente sfiniti. Non pagheremo più l'Iva e le tasse che ci servono per pagare i nostri operai fino a che il Governo non si rende conto della situazione drammatica in cui viviamo, noi come tutto il Paese". Al centro della protesta la legge di stabilità che ha introdotto disposizioni per l'autotrasporto che non garantiscono soluzioni ai problemi del comparto.

I POLIZIOTTI CON I MANIFESTANTI: "OPPRESSI DAI POLITICI" - Nella prima giornata del caos e delle tensioni per le manifestazioni dei cosiddetti "forconi" scoppia il caso (politico) dei caschi levati dagli agenti di polizia a Torino durante gli scontri davanti al palazzo della Regione, un gesto che molti manifestanti hanno inteso come un segno di solidarietà. Sulla vicenda è intervenuto il sindacato di polizia Siap: "Che le forze di polizia siano parte integrante del popolo italiano e che, come tutti, soffrano il peso di una crisi devastante le cui cause sono da attribuire, anche, a una classe politica inadeguata, non c'è alcun dubbio. Respingiamo, però, ogni tipo di strumentalizzazione sull'operato e sui gesti compiuti dalle donne e gli uomini impegnati a cercare di garantire, come sempre, il diritto a manifestare", dice Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale del sindacato a Torino. "Il casco - precisa - viene indossato ogni qualvolta sussiste il pericolo imminente per l'incolumità degli operatori e, allo stesso modo, viene tolto appena il pericolo viene meno. La concomitanza della richiesta di togliere il casco da parte dei manifestanti pacifici con la non sussistenza o il venire meno del rischio per gli operatori, non autorizza nessuno - continua Di Lorenzo - a qualsiasi parte politica o movimento appartenga, a sostenere la partecipazione attiva ed eclatante delle forze di polizia alla manifestazione". Decisamente più "filo-forconi" il Siulp, sindacato di polizia considerato "di sinistra": in un comunicato, il segretario Felice Romano scrive che "togliersi il casco in segno di manifesta solidarietà e totale condivisione delle ragioni a base della protesta". E aggiunge: "E' un atto che per quanto simbolico dimostra che la misura è colma e che i palazzi, gli apparati, e la stessa politica sono lontani dai problemi reali dei cittadini e troppo indaffarati ai giochi di potere per la propria sopravvivenza e conservazione della casta". Dall'altra parte cerca di minimizzare la questura di Torino: "Un gesto - si legge in un comunicato - al quale non appare possibile riconnettere significati di condivisione delle istanze dei manifestanti". Questione di interpretazioni.

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