Milano
Garlasco, duro colpo per la difesa di Sempio: il gip dice no all’incidente probatorio sui pc
Sui computer di Stasi e Chiara Poggi sono già in corso le consulenze disposte dalla Procura di Pavia. Per il giudice manca il presupposto tecnico previsto dalla legge

Garlasco, duro colpo per la difesa di Sempio: il gip dice no all’incidente probatorio sui pc
La giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio, indagato per la seconda volta per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. L’istanza riguardava nuove verifiche informatiche sui computer della vittima e di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto.
Nel provvedimento, la gip chiarisce che le analisi richieste dai legali di Sempio sono già oggetto di consulenze tecniche nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Pavia, comprese quelle relative al computer di Stasi e, in particolare, alla sera del 12 agosto 2007, il giorno precedente all’omicidio. Accertamenti analoghi sono stati disposti anche sul pc di Chiara Poggi.
Per il gip mancano i presupposti tecnici
La richiesta difensiva puntava a un incidente probatorio affidato a un perito terzo, ma secondo il gip manca il presupposto tecnico-procedurale previsto dalla normativa. Dalle informazioni acquisite risulta infatti che l’eventuale perizia non richiederebbe più di 60 giorni di lavoro, soglia oltre la quale è possibile disporre l’incidente probatorio in fase di indagini preliminari. Un elemento decisivo, sottolineato anche dall’ordinanza, è che il consulente incaricato dalla Procura ha già fatto sapere che l’attività di analisi sulle copie forensi dei due computer non supera i due mesi, escludendo così il rischio di un blocco prolungato del procedimento.
Le consulenze già disposte dalla Procura
La Procura di Pavia, lo scorso 20 gennaio, ha conferito formalmente incarico al proprio consulente per effettuare accertamenti informatici sia sulla copia forense del pc di Stasi, con riferimento alla sera del 12 agosto 2007, sia su quella del computer di Chiara Poggi. Un quadro che, secondo il gip, rende superflua una perizia “terza” nelle forme richieste dalla difesa di Sempio.
Nei giorni scorsi gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, avevano reso noto l’esito di una loro consulenza sul computer di Stasi, dalla quale sarebbe emerso che la sera prima dell’omicidio Chiara, durante un breve allontanamento del fidanzato, “aveva fatto accesso proprio alla cartella” contenente file pornografici già esaminati in passato. Un elemento che, secondo i legali, avrebbe rilievo sul movente.
A queste affermazioni hanno replicato i difensori di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, sostenendo che “dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia”. Gli stessi legali hanno spiegato di voler estendere “l’analisi forense” anche al computer di Chiara Poggi, ritenendo che, se un incidente probatorio debba essere promosso alla luce delle nuove indagini su Sempio, “è proprio su questo computer” che dovrebbe essere svolto.
La difesa di Andrea Sempio, con gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, guarda agli accertamenti informatici come a un possibile strumento per far emergere elementi sul movente di Stasi o per rafforzare l’estraneità del 37enne ai fatti. Nelle nuove indagini, una delle ipotesi al vaglio è che qualcuno possa aver visto un filmato intimo dei due giovani sul computer della studentessa. Dal provvedimento del gip emerge però che, allo stato, la Procura ha già disposto le analisi su entrambi i pc, rendendo non accoglibile la richiesta di incidente probatorio formulata dalla difesa.













