“Lei ha detto: ‘Non ci voglio parlare con te’”
Una intercettazione ambientale, resa nota dal Tg1, rischia di cambiare radicalmente la posizione di Andrea Sempio, rispetto a quanto emerso questa mattina. Il 14 aprile 2025, mentre è alla guida della sua auto, il 38enne — unico indagato nel nuovo fascicolo per l’omicidio volontario della vittima — parla tra sé e sé, ignaro di essere ascoltato da una microspia degli inquirenti.
Imitando una voce femminile, Sempio ricostruisce una telefonata avvenuta con Chiara Poggi, rivelando un tentativo di approccio che la giovane avrebbe respinto bruscamente. Le sue parole (“Non ci voglio parlare con te”, seguite dal gesto di riagganciare) smentiscono nettamente la versione fornita in precedenza dallo stesso Sempio: in quella chiamata, egli aveva sempre sostenuto di aver contattato casa Poggi solo per chiedere se fosse presente il fratello della vittima, Marco Poggi, e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato. L’elemento è emerso durante l’audizione di Marco Poggi in Procura a Pavia questa mattina, 6 maggio 2026.
“Ho visto il video di Chiara e Alberto… ce l’ho dentro la penna”
Non è tutto. Sempre nel corso dello stesso monologo, registrato dai Carabinieri di Milano e contenuto negli atti, Sempio fa riferimento a un elemento che potrebbe costituire un tassello fondamentale per la Procura di Pavia: un video. Parlando tra sé e sé, il 38enne afferma: “Ho visto il video di Chiara e Alberto“. E, riferendosi al contenuto, aggiunge: “Ce l’ho dentro la penna”. Questa l’intercettazione integrale: Sempio parlando tra sé e sé tra l’altro dice: ”Lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te’ (imitando una voce femminile)”. E ancora: ”Era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?”. E poi ”imitando voce femminile”, aggiunge: ”Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video’. e ancora: ‘anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo”’.
Questa frase, pronunciata a circa un mese dal momento in cui Sempio aveva saputo di essere nuovamente al centro delle indagini sul delitto di Garlasco, apre scenari inquietanti sulla natura del materiale che l’indagato avrebbe avuto a disposizione e su un possibile movente legato a quel filmato. Gli inquirenti stanno ora analizzando queste registrazioni come elementi chiave dell’impianto accusatorio.

